Cronaca
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Depressione post partum,
il ruolo dei consultori

Genitori si diventa. Lo sa bene chi intraprende questo percorso, e con l’arrivo di una nuova vita si trova ad affrontare cambiamenti radicali, che possono mettere a dura prova la sfera psicologica ed emotiva. La gravidanza, il parto ed il puerperio rappresentano fattori di alto rischio per l’insorgenza di disturbi affettivi: secondo i dati raccolti dall’Organizzazione mondiale della Sanità, poco meno di una donna ogni cinque è colpita da depressione o ansia durante la gravidanza o entro il primo anno del suo bambino. Di queste, il 20 per cento di loro ha pensieri suicidi o arriva a compiere atti di autolesionismo. La situazione non mette a rischio solo la salute delle donne, ma anche quella dei bambini. Per questo motivo l’OMS ha stilato delle nuove linee guida per l’integrazione della salute mentale perinatale nei servizi di salute materna e infantile.
A questo proposito, i Consultori dell’ASST di Cremona hanno impostato – in integrazione con i reparti ospedalieri, quali Neonatologia, Ostetricia e Ginecologia – un percorso iniziale rivolto a tutte le mamme che affrontano questo momento, cui possono seguire percorsi personalizzati in collaborazione con la Neuropsichiatria infantile, il Dipartimento di Salute mentale e il servizio sociale aziendale. Il programma di screening è volto ad intercettare precocemente i segnali di disagio psicologico nel corso della gravidanza e dopo il parto, offrendo alle mamme e ai papà uno spazio di ascolto e di sostegno, affiancati da operatori specializzati nella gestione di questa delicata fase di vita.

“È importante affrontare i disturbi dell’umore e le criticità ad essi correlate, per capirne le cause ed informare le future madri e le neomamme che è possibile chiedere aiuto», afferma Enrica Ronca, Responsabile del Consultorio di Cremona, che in questo ambito assiste ogni anno più di trenta donne e famiglie. «A volte bastano solo un paio di colloqui per offrire l’adeguato supporto a chi ci chiede aiuto o per intercettare precocemente problemi e criticità che con il tempo potrebbero cronicizzarsi, causando conseguenze pesanti per la donna e il bambino”.

Come sottolinea Enrica Mantovani, Responsabile del Consultorio di Casalmaggiore, “L’esperienza nella presa in carico delle donne in gravidanza e delle neomamme acquisita dagli operatori del Consultorio ha messo in evidenza l’importanza dell’ascolto attento di ogni singola donna. È la base per fornire risposte adeguate alla situazione emotiva, familiare e relazionale della persona, e per costruire interventi correttamente dimensionati alle necessità espresse e inespresse. Il punto di forza dell’attività sta nella presa in carico multidisciplinare, che quando necessario affianca la consulenza psicologica all’intervento di un’ostetrica o di un’assistente sociale, fornendo in questo modo un supporto “su misura” in base alla specifica situazione”.

Nel 2021, i Consultori dell’Asst (Cremona, Soresina e Casalmaggiore) hanno seguito 432 gravidanze e hanno svolto 21 corsi di accompagnamento alla nascita, cui hanno partecipato 183 donne. Sono stati effettuati 144 screening di prevenzione del disagio psichico perinatale, con 74 persone prese in carico nell’area psico-sociale. Si sono tenuti 55 incontri di sostegno alla neo-genitorialità e 681 le donne prese in carico nel progetto di dimissione protetta “Casa Insieme”.

Come spiega Manuela Rotondi, Ostetrica al Consultorio di Cremona, “il percorso di nascita inizia già nei primi momenti della gravidanza. La presa in carico della donna avviene dal punto di vista assistenziale, clinico, sociale e psicologico, con l’obiettivo di promuovere la salute e ridurre la medicalizzazione, individuando i potenziali fattori di rischio e attivando i servizi di competenza per le patologie riscontrate”. Le ostetriche sono il primo punto di contatto per la donna in gravidanza, che tramite il Consultorio può accedere a specifici corsi di accompagnamento alla nascita.

L’inadeguatezza è il primo sentimento negativo riconosciuto dalle neomamme, che spesso rischia di innescare ansia e sfociare in episodi di depressione più o meno profondi e duraturi. “Le donne hanno bisogno di avere punti di riferimento dove poter chiedere aiuto anche su cose concrete e semplici», afferma Laura Lazzari, Psicologa al Consultorio di Cremona. «I corsi in presenza sono per le donne un momento di confronto, utili ad apprendere le buone pratiche e a creare una rete di mutuo supporto tra le partecipanti. Non ci sono ricette per essere una “buona mamma”: c’è la conoscenza di sé e la fiducia nelle proprie capacità e nel proprio partner, libera da aspettative”.

Diventare genitori è un’esperienza che ti trasforma, 3la gravidanza è il più grande rito di passaggio verso l’età adulta, impegnativa sia sul piano psicologico ed emotivo sia nelle relazioni di coppia – prosegue Lazzari. Per questo è importante dare anche al padre l’opportunità di essere protagonista attivo in questo percorso, riconoscendogli pari responsabilità, che culturalmente rischiano di essere ripiegata principalmente sulla donna3.

Marika (nome di fantasia) è una mamma che ha aderito al percorso nascita del Consultorio: “Non ho mai avuto grosse difficoltà nella gestione del mio primo figlio, fino alla nascita del suo fratellino», racconta. Con una mano accarezza la testa del piccolo che tiene tra le braccia. «Il grande è molto contento del nuovo arrivo in famiglia: è attento e dolce, ma anche molto esuberante, fa fatica a regolarsi emotivamente. All’inizio non è stato semplice: io e il suo papà abbiamo dovuto riorganizzarci per imparare a dedicare il giusto tempo ad entrambi, per impostare un nuovo equilibrio che tenesse conto dei bisogni e degli spazi di tutti. Conoscere loro significa conoscere meglio noi stessi e crescere come genitori”.
La giovane mamma racconta i principali timori affrontati: “Ci preoccupiamo che stiano bene, che non manchi nulla. L’esperienza fatta in consultorio durante la prima gravidanza è stata utile, in particolare per l’accesso ai corsi pre e post-parto: sono interessanti occasioni per fare gruppo e incontrare altre mamme con cui condividere ciò che si vive. È importante sapere dove poter andare o tornare quando si ha bisogno di aiuto ed essere consapevoli di potersi fidare”.

Come spiega l’ostetrica Rotondi, “il cosiddetto “baby blues” è un’esperienza emotiva abbastanza comune che si manifesta come un malessere emotivo. In genere coinvolge il 70-80 per cento delle puerpere e compare tra il terzo e il quinto giorno dopo il parto. In quei momenti tutto cambia, e i genitori si trovano per la prima volta a conoscere il loro bambino “reale” e non l’idea che avevano di lui”.

Irritabilità, facilità al pianto e apprensione sono i sintomi più comuni, segno che la mamma cerca di mettersi in sintonia con il suo piccolo. “Il neonato è un mondo di bisogni – prosegue la psicologa Lazzari – che sono complessi e perentori. Imparare a conoscerli, a comprendere quando si manifestano e rispondere nel modo adeguato richiede tempo, pazienza e il giusto sostegno da parte del partner e delle persone vicine”.

La depressione post partum è invece un disturbo dell’umore, che ha un’incidenza tra il 13 e il 15 per cento delle neomamme. È un valore sottostimato, perché spesso la donna fatica a riconoscere di avere un disturbo dell’umore, inconciliabile con ciò che gli altri o lei stessa si aspettano dall’esperienza di maternità. “Per prima cosa è importante capire che provare sentimenti ambivalenti è sano – spiega la psicologa Lazzari – Al di là dei falsi miti che imperversano su come bisogna essere e cosa bisogna provare quando si è incinte o si ha appena partorito. Comprendere e accettare le difficoltà è importante per non cronicizzare eventuali problematiche”.

Tra i sintomi più comuni della depressione post partum rientrano insonnia, sentimenti di tristezza e inadeguatezza, difficoltà di attenzione e concentrazione, comportamenti come far fatica a prendersi cura di sé o ad alimentarsi. “Avere qualche “giornata no” è normale, il campanello d’allarme deve scattare solo nel caso in cui i sintomi persistano a lungo – afferma Lazzari. Questo vale anche per gli uomini, che spesso hanno altrettanto bisogno di essere coinvolti ed entrare in contatto con i propri lati emotivi, condividerli ed eventualmente chiedere aiuto”.

Intervenire in tempo è il primo passo, cui deve seguire un’adeguata informazione dei genitori e la gestione puntuale di ogni fase del percorso pre e post nascita. «Per farlo – spiega l’ostetrica Rotondi – esistono diversi strumenti utili, tra cui l’agenda della gravidanza, promossa nel 2018 da Regione Lombardia. È una sorta di diario dove la futura mamma può segnare tutte le visite e gli appuntamenti che accompagnano il suo percorso prima e dopo il parto». L’agenda include anche momenti di valutazione del benessere psicoemotivo, che consentono di cogliere potenziali segnali di difficoltà. “Se qualcosa non funziona, è fondamentale esserne consapevoli e ricordarsi che nei Consultori di Cremona e Casalmaggiore ci sono spazi per chiedere aiuto o un semplice momento di confronto”.

CONSULTORI ASST: I DATI DELL’ATTIVITÀ NEL 2021:
– 432 Gravidanze prese in carico a Cremona, Soresina e Casalmaggiore
– 21 Corsi di accompagnamento alla nascita erogati durante l’intero anno
– 183 donne hanno partecipato ai corsi di accompagnamento alla nascita
– 681 donne prese in carico nel progetto dimissione protetta “A casa insieme”
– 55 incontri di sostegno alla neo-genitorialità
– 144 screening di prevenzione del disagio psichico perinatale
– 74 casi presi in carico in area psico-sociale

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