Economia
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Scaroni: "Rischi per il prossimo
inverno, poi supereremo il problema"

L'ex presidente di Enel e di Eni è stato intervistato nel corso dell'assemblea dell'Associazione industriali di Cremona. Al centro il tema dei costi energetici e gli scenari futuri

Il tema dell’energia è stato al centro dell’intervista a Paolo Scaroni, manager e già amministratore delegato di Enel ed Eni, attualmente presidente del Milan impegnato stasera a Cremona, nel corso dell’assemblea dell’Associazione industriali di Cremona.

“In passato – ha detto Scaroni – abbiamo aumentato gli acquisti di materie prime energetiche dalla Russia anche perché l’altro nostro storico fornitore, l’Algeria, aveva ridotto le proprie vendite verso l’estero. Inoltre – ha proseguito -, i paesi occidentali, e in particolare l’Italia e la Russia, hanno pensato che, attraverso il commercio, la Russia si sarebbe progressivamente democratizzata e invece resta sempre tale, fortemente impregnata dal nazionalismo: questa non è la guerra di Putin, purtroppo, ma della Russia”. Dopo lo scoppio della guerra, secondo Scaroni, “non c’erano alternative alle sanzioni,  ma per me è stato subito chiaro che Mosca avrebbe reagito e che il prezzo del gas sarebbe salito: certamente ci sono paesi che soffrono per questo incremento dei prezzi mentre altri ne hanno benefici; nel momento in cui sono state definite le sanzioni sarebbe quindi stato necessario anche stabilire un tetto del prezzo, attraverso un coinvolgimento politico di tutti i paesi dell’Ue, a partire dalla Norvegia”.

In ogni caso, secondo il manager, “ci stiamo costruendo un futuro che vede il nostro continente poco competitivo sul fronte energetico, a meno che il conflitto non finisca presto, me su questo sono fiducioso”. L’ottimismo di Scaroni nasce da un “vento cambiato” che si respira nelle ultime settimane negli Stati Uniti: “Tuttavia, per superare la criticità, è necessario non solo lo stop alla guerra ma anche la sostituzione di Putin perché i rapporti sono troppo compromessi. Se marzo 2023 sarà molto freddo potremmo fare fatica, e sono ancora più preoccupato per l’inverno del 2024, mentre successivamente il problema dovrebbe essere superato perché ci stiamo attrezzando per forniture alternative”. Per quanto riguarda le fonti rinnovabili, secondo il manager servirà ancora molto tempo perché diventino un asset rilevante per la produzione dell’energia necessaria.

Infine una battuta: “Nessuno mi ha chiesto formalmente di fare il ministro dell’Energia e comunque oggi faccio una vita così piacevole e divertente, anche grazie al Milan, che farei davvero fatica a lasciare tutto”. g.lo.

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