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Carbon tax, Salini: "Deluso per
mancato impegno su export"

«La retorica ambientalista di queste ore sul primato mondiale Ue nell’introduzione di una “carbon tax” alla frontiera (Cbam), a seguito del trilogo notturno, si scontra con una preoccupante sottovalutazione di alcuni aspetti decisivi per la tenuta del tessuto manifatturiero europeo. In particolare esprimo delusione per il mancato impegno sulla tutela dell’export (export rebate) delle nostre imprese sui mercati esteri. Se da un lato con la Cbam sarà più difficile importare merci prodotte da Paesi terzi che ignorano gli standard ambientali Ue, dall’altra parte chi difenderà le nostre esportazioni nei Paesi extra Ue? E’ indispensabile coniugare transizione ecologica e sostenibilità industriale».E’ quanto dichiara l’eurodeputato di Forza Italia-Ppe Massimiliano Salini, relatore Ppe sul pacchetto Fit-for-55 nelle Commissioni Itre, Tran e Inta.«La tutela dell’export è di primaria importanza – spiega l’europarlamentare – I prodotti delle imprese europee sono estremamente innovativi e realizzati secondo standard ambientali eccezionali, ma chi li difende sui mercati esteri, dove l’accademia della sostenibilità non fa breccia come a Bruxelles e la questione ambientale è posta in modo molto meno stringente? Inoltre, senza una valutazione sulla reale efficacia della carbon tax alla frontiera (Cbam), una tempistica troppo accelerata nell’eliminazione delle quote gratuite Ets di CO2, garantite oggi alle nostre imprese, rischia di compromettere la competitività dell’industria Ue. Dalla Commissione e dalle istituzioni europee – conclude Salini – ci attendiamo più coraggio nel difendere la manifattura, pilastro dell’economia Ue. Auspichiamo che il negoziato di venerdì sulla riforma Ets, complementare e strettamente collegata alla Cbam, non si areni in un compromesso disancorato dalla realtà, prigioniero di uno schema ideologico iper-ambientalista creato a tavolino».

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