Cronaca
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Centropadane Spa, operazione
snellimento da parte del Comune

I consiglio Comunale domani esaminerà

Che ne sarà di autostrade Centropadane, la Spa che detiene la maggioranza delle quote di Stradivaria,  protagonista da un anno di un contenzioso con Regione Lombardia?  Si va verso la liquidazione, e un segnale, per quanto piccolo, sarà l’atto che il sindaco porterà lunedì in consiglio, nell’ambito della revisione delle società partecipate, con la proposta di ridurre da cinque a tre i membri del consiglio di amministrazione. Niente di trascendentale, ma certamente un segnale della direzione che i soci pubblici stanno imboccando: la liquidazione della società. Un Cda che a quanto risulta dal bilancio 2021 è costato 53.909 euro tra compensi e rimborsi spese (24mila per il presidente il bresciano Massimo Ottelli) più altri 47.695 per il collegio dei revisori.

Ragione principale del mantenimento in vista della Spa, visto che ormai ha perso la concessione autostradale dell’A21 come pure la realizzazione della Cremona – Mantova, è portare a casa l’indennizzo per la progettazione dell’autostrada, ma qui la situazione si complica. Il contenzioso ha visto un primo round giudiziario lo scorso marzo, con un ricorso al Tar da parte di Stradivaria (non urgente, quindi calendarizzato fra mesi) contro la delibera regionale che stanziava 25 milioni di indennizzo. Più di recente, a fine novembre, sembra sia stato presentato un secondo ricorso, di cui si sa poco o nulla, stavolta contro Aria, la società regionale a cui Regione Lombardia ha affidato la concessione per la Cremona – Mantova, sottraendola a Stradivaria, società costituita a questo scopo nel 2007.

Regione Lombardia a fine 2021 aveva deliberato un indennizzo di 25 milioni a Stradivaria per il passaggio del progetto definitivo alla nuova concessionaria, ma l’erogazione non c’è mai stata. Proprio contro quella delibera era rivolto il ricorso di marzo, un’azione che serviva soprattutto per cautelarsi contro eventuali sorprese legate al famoso tratto di 8 km in territorio mantovano che in origine doveva essere a carico dell’autocamionale della Cisa per il collegamento Tirreno Brennero. Progetto da cui la Cisa si è tirata indietro lasciando scoperto un pezzo di finanziamento della Cremona Mantova.
Sembrava che l’Anas, quindi lo Stato, potesse subentrare, ma ancora non c’è nulla di certo.

In tutto questo però gli enti locali stanno forse cominciando a chiedersi se non sia il caso di ridurre il proprio impegno in Centropadane, almeno a livello di costi di gestione.  Il Comune di Cremona conta poco nella compagine sociale, poco più del 4%, ma comprendendo anche Provincia di Cremona e Camera di Commercio, la partecipazione cremonese arriva a sfiorare il 30% considerando che Aem detiene un altro 3,47%. Il resto appartiene agli enti pubblici bresciani (42,40%) e ad altri soggetti privati (29%). gbiagi

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