Cronaca
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Memoria della deportazione, il 12
la posa delle "pietre d'inciampo"

Saranno posate il 12 gennaio le 19 pietre d’inciampo in ricordo della deportazione in epoca nazifascista: si tratta di collocare elementi sporgenti sui selciati stradali e in particolare in strade significative da questo punto di vista, in modo da costituire uno spunto per riflettere su quei fatti storici. Cremona è la seconda città della Lombardia dopo Milano a sostenere questa iniziativa promossa dalla Fondazione Gunter Demnig.

Le pietre, ccoli blocchi ricoperte da piastre in ottone in memoria dei deportati nei campi di concentramento che non hanno fatto ritorno alle loro case, grazie a una ricerca storica condotta da Anpi (associazione nazionale partigiani di Cremona), saranno interrate davanti alle ultime residenze, oltre alle tre che troveranno spazio in cortile Federico Secondo.

Anpi ha individuato 38 concittadini cremonesi vittime delle deportazioni naziste (ma non per tutti sono state individuate le residenze) e proprio su questo argomento il 27 gennaio alle 17 sarà presentato una pubblicazione edita dal comune di Cremona, in collaborazione con Anpi, relativa al progetto “Pietre di inciampo”, in occasione della giornata della memoria: una vera e propria biografia dei deportati. Oltre ad Anpi, hanno collaborato anche la Federazione Italiana per l’Ebraismo Progressivo e Netzer Italia – Organizzazione giovanile ebraica progressiva.

L’iniziativa è stata portata avanti dall’assessorato alla cultura guidato da Luca Burgazzi, dopo che l’11 marzo scorso la scuola primaria Guido Miglioli del Cambonino aveva proposto al comune di aderire a questo progetto, passato all’unanimità anche dal consiglio comunale. Nei giorni scorsi l’iniziativa ha avuto l’avvallo anche della giunta.

In Europa sono state installate oltre 70mila pietre d’inciampo in oltre 2000 città. L’idea è stata dell’artista tedesco Gunter Demning, quando nel 1992 posò i primi blocchetti che ricordano ebrei, zingari, e dissidenti vittime del nazismo.

Silvia Galli

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