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Cremonese meglio della Juve,
ma i 3 punti sono bianconeri

Una beffa clamorosa, una doccia fredda che i grigiorossi non avrebbero certo meritato per quanto dimostrato nell’arco dei 90 minuti. Alla fine è Milik che, proprio al 90’, trova la conclusione che vale i 3 punti per i bianconeri.

Avvio tutto a tinte grigiorosse con Okereke, Dessers e Meitè che provocano qualche brivido di troppo ai tanti tifosi della Juventus presenti allo Zini. Al 15’ Valeri supera Szczesny con un pallonetto di testa, ma la sua posizione di partenza è irregolare.

Per vedere una palla gol bianconera bisogna attendere il minuto 18, quando Soulé da fuori prova a calciare a giro, fornendo lavoro delicato per Carnesecchi. Al 21’ altro gol annullato ai grigiorossi a causa di una spinta di Dessers su Danilo. La squadra di Allegri ci prova da fuori con Miretti e Kostic, ma in entrambi i casi la sfera termina fuori.

Nel secondo tempo la Juventus sfiora il vantaggio con Gatti, ma la chance più grossa capita sui piedi di Dessers che colpisce in pieno il palo. I bianconeri reagiscono e sfiorano due volte la rete con Rabiot e Kean, ma Carnesecchi risponde presente. Sul ribaltamento di fronte è Valeri ad impensierire Szczesny, che però riesce a respingere in corner.

All’83’ altro legno grigiorosso con Felix Afena-Gyan che colpisce in pieno il palo sorprendendo Szczesny. Nonostante le tante occasioni per i grigiorossi, al 90’ sono i bianconeri a passare: Milik calcia su punizione da circa 30 metri, Carnesecchi non è molto reattivo e la palla, dopo aver colpito il palo interno, termina in rete.

Da qui in poi pochissime altre emozioni e situazioni pericolose, con la Juventus che riesce ad ottenere immeritatamente 3 punti allo Zini. Una lezione durissima per la Cremonese, sempre in partita e più pericolosa dei bianconeri.

I risultati delle concorrenti per la salvezza complicano, e non poco, la classifica grigiorossa, ma ora non è tempo di calcoli: a Verona lunedì prossimo sarà necessario ripartire da questa prestazione, cercando di migliorare in fase realizzativa.

Simone Guarnaccia

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