Nazionali
I commenti sono chiusiCommenta

Processo Montante, revocata parte civile giudice Marino

(Adnkronos) – (dall’inviata Elvira Terranova) – Nuovo colpo di scena al processo Montante di Caltanissetta, ripreso questa mattina, dopo le ferie natalizie. Il legale di parte civile del magistrato Nicolò Marino, l’avvocato Ugo Colonna, ha annunciato, a inizio udienza, di avere depositato la revoca di costituzione di parte civile per il suo assistito, Nicolò Marino e i figli. In questo modo, con ogni probabilità, potrebbe venire meno uno dei motivi ostativi della nomina di Marino a Procuratore aggiunto di Caltanissetta. Nelle scorse settimane, dopo la nomina di Marino ad Aggiunto, infatti, si era ventilata l’ipotesi di trasferire il processo di Caltanissetta a carico dell’ex potente presidente degli industriali siciliani Antonello Montante a quello di Catania.  

Uno scossone vero e proprio che era stato causato proprio dalla nomina del Procuratore aggiunto di Caltanissetta, Nicolò Marino, parte civile del processo. La scelta era stata ufficializzata a dicembre dal Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro che aveva designato, con un provvedimento formale, la Procuratrice aggiunta di Catania Agata Santonocito e i pm Valentina Margio e Luca Volino “per la trattazione del processo” e per “l’esame preparatorio del copioso fascicolo processuale”.  

Anche se il 22 dicembre c’è stato un nuovo scossone. Perché la prima sezione del Tribunale amministrativo regionale di Roma ha sospeso l’efficacia del provvedimento del Csm sulla nomina a procuratore aggiunto di Caltanissetta di Nicolò Marino, attualmente gip a Roma. Il Tar, decidendo sul ricorso, finalizzato all’annullamento dell’atto, presentato dal sostituto procuratore Pasquale Pacifico, in servizio alla Dda nissena, ha fissato la camera di consiglio per il 10 maggio 2023. E il 30 dicembre, il gip del tribunale di Roma Nicolò Marino ha impugnato al Consiglio di Stato la decisione con la quale il Tar Lazio ha sospeso la sua nomina ad aggiunto a Caltanissetta dopo il ricorso presentato da Pasquale Pacifico, attuale sostituto nello stesso tribunale. In sede giurisdizionale il presidente della settima sezione del Consiglio di Stato Marco Lipari ha evidenziato che “nella valutazione comparativa delle contrapposte esigenze cautelari, risulta prevalente l’interesse, comune a tutte le parti, di una sollecita fissazione del merito dinanzi al Tar”.  

I giudici amministrativi di primo grado, nel sospendere la nomina del giudice Nicolò Marino, hanno fissato la camera di consiglio il 10 maggio ma ciò “non determina un pregiudizio irreversibile alle ragioni” di Marino, rappresentato dall’avvocato Nicolò D’Alessandro. La discussione cautelare al Consiglio di Stato è fissata durante la camera di consiglio del prossimo 17 gennaio. E nell’attesa il Presidente del Tribunale ha rinviato l’udienza al prossimo 30 gennaio. 

Nel processo sono imputati, oltre all’ex paladino dell’antimafia, condannato in appello in un altro troncone del processo a otto anni di carcere per corruzione, anche rappresentanti delle forze dell’ordine, imprenditori e politici, tra cui l’ex presidente della Regione Rosario Crocetta e l’attuale governatore Renato Schifani. In una delle scorse udienza il Presidente del Tribunale, Francesco D’Arrigo, aveva deciso di unificare i due tronconi del processo Montante. Che è diventato una sorta di ‘Maxiprocesso di Caltanissetta sul ‘Sistema Montante’. Una decisione quella di D’Arrigo, arrivata nonostante il parere contrario di accusa e difesa dei due processi che temono un prolungamento dei tempi per le sentenze.  

Nel ‘processone’ di Caltanissetta, che si celebra presso l’aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta, sono imputati, oltre all’ex paladino dell’antimafia Antonello Montante, ex presidente di Confindustria Sicilia, l’ex presidente della Regione Rosario Crocetta, gli ex assessori Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, l’ex commissario Irsap Maria Grazia Brandara, gli imprenditori Giuseppe Catanzaro, Rosario Amarù e Carmelo Turco, Vincenzo Savastano vice questore aggiunto all’epoca dei fatti della Polizia presso l’ufficio di frontiera di Fiumicino, Gaetano Scillia capocentro Dia di Caltanissetta dal 2010 al 2014, Arturo De Felice,direttore della Dia dal 2012 al 2014, Giuseppe D’Agata, colonnello dei carabinieri, e Diego Di Simone Perricone, ex capo della security di Confindustria. Adesso si attende l’udienza del 30 gennaio per capire cosa accadrà al ‘Maxiprocesso’ di Caltanissetta.  

© Riproduzione riservata
Commenti

I commenti sono chiusi.