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Bolsonaro, la nuova vita in Florida tra fast food e selfie con sostenitori

(Adnkronos) – Arrivato in Florida pochi giorni prima dell’insediamento di Luiz Inacio Lula da Silva, Jair Bolsonaro ha trovato un insolito rifugio, circondato da ammiratori, in un sobborgo di Orlando, poco distante da Disney World. Prima che l’assalto da parte di migliaia di suoi sostenitori al Congresso ed alle sedi delle altre istituzioni democratiche a Brasilia riaccendesse i riflettori sul controverso ex presidente di estrema destra, Bolsonaro si è goduto una vacanza con visite ai fast food della zona, e selfie con i fan che andavano a trovarlo nella casetta a due piani che ha preso in affitto. 

“I miei figli non volevano vedere Mickey Mouse, volevano vedere Bolsonaro – afferma Leandro Neiva, un dentista brasiliano, che nei giorni scorsi si è unito con i figli alla folla di turisti brasiliani ed espatriati che quotidianamente aspettavano l’ex presidente per salutarlo e scattare l’ambito selfie – è uno di noi, poteva stare a Mar-a-Lago con Trump, ma è invece qui ad Orlando, e tutti sanno che è qui”.  

I fatti drammatici di domenica, con l’attacco più significativo alla democrazia brasiliana dai tempi del colpo di stato del 1964, hanno però drasticamente cambiato le cose. Con Lula che ha accusato il suo predecessore di aver “incoraggiato” l’assalto attraverso i social media “da Miami, dove è andato a rilassarsi”.  

Poche ore dopo l’assalto alcuni esponenti democratici hanno esortato l’amministrazione Biden a revocare il visto dell’ex presidente, affermando che gli Stati Uniti non devono dare alcun rifugio a Bolsonaro che intanto ieri si è ricoverato in un ospedale di Orlando per dolori addominali, collegati alle ferite riportate dall’accoltellamento subito durante la campagna elettorale nel 2018.  

La Casa Bianca ha risposto ricordando che “finora non abbiamo ricevuto nessuna richiesta ufficiale del governo brasiliano relativa a Bolsonaro” sottolineando che se questa arriverà verrà “valutata con estrema serietà”. Non è chiaro quanto Bolsonaro intenda rimanere in Florida, che spesso è stata nel passato rifugio per leader sudamericani in fuga da problemi politici o legali.  

Arrivato negli Stati Uniti il 30 dicembre, quando era quindi ancora il presidente del Brasile, Bolsonaro dovrebbe essere entrato con un visto diplomatico – anche se questo non viene confermato dal dipartimento di Stato per motivi di privacy – che gli permetterebbe di rimanere un mese nel Paese, salvo richiedere un altro tipo di status. “Se un possessore di un visto diplomatico non ricopre più una carica pubblica, deve lasciare gli Stati Uniti o richiedere un altro visto entro 30 giorni”, ha ricordato il portavoce del dipartimento Ned Price, sottolineando che in caso contrario “l’individuo potrebbe essere rimpatriato dal dipartimento della Sicurezza Interna”.  

 

 

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