Cronaca

Autotrasporto, Cna Fita Cremona: "Contro il caro-gasolio serve un patto di trasparenza"

Si chiede al Governo un intervento ispettivo a tappeto, immediato e severo sui meccanismi di formazione dei prezzi, con particolare attenzione ai rifornimenti extra-rete

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I numeri descrivono un’emergenza che rischia di bloccare le arterie logistiche del territorio. Secondo l’analisi tecnica aggiornata della Cna Fita, il prezzo del gasolio ha registrato un’impennata del 30,09% rispetto a giugno 2025. Per le imprese di autotrasporto merci conto terzi della provincia di Cremona, questo balzo si traduce in un costo extra di circa 12.350 euro l’anno per ogni singolo autoarticolato di classe Euro VI.

La situazione critica attuale non dipende solo dalle tensioni internazionali che colpiscono rotte strategiche come lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso, ma anche da meccanismi speculativi che rendono i prezzi molto instabili.

Per contrastare questa situazione, Cna Fita ha chiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di attivare misure urgenti, tra cui un credito d’imposta sul carburante, considerato uno strumento fondamentale per compensare l’aumento dei prezzi. Unitamente a ciò, Cna Fita chiede al Governo un intervento ispettivo a tappeto, immediato e severo sui meccanismi di formazione dei prezzi, con particolare attenzione ai rifornimenti extra-rete.

In questo contesto diventa poi fondamentale il rapporto con i clienti: come evidenziano le analisi di settore, i committenti devono riconoscere nei contratti di trasporto l’aumento dei costi del carburante. Se non viene inserita una clausola di salvaguardia che permetta di trasferire gli aumenti certificati, le imprese artigiane sono costrette a lavorare sotto i costi di gestione, consumando tutto il loro margine di sopravvivenza.

A Cremona, il Presidente di Cna Fita per il trasporto merci, Andrea Lozza, richiama l’attenzione sulla natura di questi aumenti alla pompa, spesso poco chiara: «i dati confermano costi ormai insostenibili per le nostre imprese», spiega. «Preoccupano soprattutto i rincari che non sembrano legati all’andamento reale del prezzo del petrolio. Non chiediamo assistenza, ma regole eque: servono interventi che riportino stabilità e permettano alle imprese di programmare il lavoro senza continui cambi di prezzo senza spiegazioni chiare».

La stabilità del comparto e la protezione della filiera passano necessariamente attraverso una vigilanza rigorosa. La referente territoriale Cna Fita, Laura Martinelli, pone l’accento sulla necessità di strumenti di controllo più efficaci. «È fondamentale attivare un sistema di monitoraggio costante dei prezzi lungo tutta la filiera», aggiunge. «La trasparenza è l’unica difesa contro manovre speculative che danneggiano tanto l’autotrasportatore quanto il cliente finale. Chiediamo alle istituzioni di vigilare affinché le variazioni internazionali non diventino un pretesto per aumenti ingiustificati. Solo distinguendo tra costi reali e rincari artificiali possiamo proteggere le imprese del territorio».

Il caro-carburante non riguarda solo il mondo dei trasporti, ma ogni famiglia cremonese. Ogni aumento del prezzo del carburante per chi trasporta merci si riflette sul carrello della spesa e sul costo dei beni di prima necessità. L’aumento del prezzo del gasolio colpisce sia chi usa l’auto per recarsi al lavoro sia gli autotrasportatori che riforniscono supermercati e negozi. Per questo, la battaglia di Cna Fita Cremona per un mercato più trasparente è una battaglia a tutela del potere d’acquisto di tutta la comunità: difendere l’autotrasporto oggi significa proteggere il benessere di ogni cittadino domani.

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