Musica, canti e rumori molesti. Ma i vicini si schierano con l'imputata: assolta
La donna era stata accusata di stalking da una vicina. Ma le testimonianze degli altri condomini hanno ribaltato il quadro accusatorio e fatto emergere un'altra verità
Per Roberta (nome di fantasia), 68 anni, residente in un condominio di Cremona, la vicina Maria (nome di fantasia), 65 anni, metteva musica a tutto volume, provocava rumori molesti a qualsiasi ora del giorno e della notte, come ad esempio pentole e porte sbattute, e urlava. E poi l’avrebbe ingiuriata: “alcolizzata, matta“, avrebbe detto Maria alla vicina, minacciandola che le avrebbe mandato qualcuno “a sistemarla”.
L’imputata era anche accusata di aver imbrattato in varie occasioni lo zerbino di Roberta, sporcandolo di farina o facendole trovare delle siringhe usate davanti all’ingresso dell’abitazione. Comportamenti che sarebbero stati messi in atto a partire dal 2016 e che avevano creato in Roberta paura e ansia, costringendola a rivolgersi ad una psicologa per aver sviluppato una sindrome depressiva.
Maria era stata denunciata da Roberta per stalking, ma oggi l’imputata è stata assolta “perchè il fatto non sussiste”. A coalizzarsi contro Roberta sono stati i testimoni sentiti durante il processo. In aula, le amiche e le altre vicine di casa di Maria hanno ammesso che la donna, “che ha la voce alta di suo”, ascolta musica, magari ad alto volume, “ma lo fa durante il giorno”. Con le loro dichiarazioni, hanno fatto un vero e proprio “j’accuse” nei confronti di Roberta e anche del figlio di quest’ultima.
“Anche io e mia figlia abbiamo discusso con Roberta”, aveva riferito una ex residente del condominio. “Suo figlio si metteva davanti alla porta di Maria a registrare col telefonino perchè a loro davano fastidio tutti i rumori. Anche io sono stata presa di mira quando stavo facendo il trasloco. Quando Roberta mi vedeva, mi dava della poco di buono. Ha sempre dato fastidio a Maria“.
“Io e Maria siamo amiche da 13 anni e ci frequentiamo quasi tutti i giorni”, aveva detto un’altra testimone. “La aiuto perchè lei vive sola e ci vede molto poco”. Anche l’amica aveva riferito di essersi accorta che il figlio di Roberta “era fuori a origliare”. “Una volta, quando ho aperto la porta per uscire, me lo sono trovato improvvisamente davanti e lui non se l’aspettava”, ha ricordato un’altra amica della 65enne. La testimone, che conosce Maria da tanti anni, aveva detto che andava spesso a trovarla per “farle compagnia, per andare a bere un caffè, per accompagnarla a fare la spesa o a scrivere, visto che ci vede poco. L’ho sentita lamentarsi della vicina, tra loro c’erano degli screzi”.
Anche le ultime due testimoni sentite oggi, madre e figlia, vicine di casa dell’imputata, hanno “scagionato” Maria. “Sì, ama cantare“, hanno detto. “Mette la musica, certe volte anche la sera, ma non è altissima. Maria e Roberta non vanno d’accordo. Molte volte Roberta registra col telefonino, è fissata. Maria ci resta male, lei è una persona tranquilla. Non è la prima volta che Roberta non va d’accordo con alcuni condomini. Ad alcuni vicini dà fastidio tutto”.
Per l’imputata, anche il pm aveva chiesto l’assoluzione, parlando di “antipatia reciproca” e di un “livello di tolleranza molto basso” da parte di Roberta.
A processo, Maria era assistita dall’avvocato Antonio Maestrini, mentre Roberta era parte civile attraverso l’avvocato Michele Tolomini.