Quando il partner è un "controllore ossessivo": condanna per maltrattamenti
Tre anni e due mesi ad un 52enne violento e geloso accusato di atteggiamenti vessatori, ingiuriosi e minacciosi nei confronti della compagna
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“Chiare e coerenti le dichiarazioni della persona offesa, con riscontri, testimonianze delle ex colleghe, le lesioni e i lividi che aveva riportato in più occasioni, le fotografie. Provato il controllo che lui aveva su di lei“. Lo ha detto il pm onorario nella sua requisitoria, chiedendo la condanna dell’imputato a tre anni e due mesi di reclusione.
Stessa pena decisa dal giudice nei confronti di un 52enne accusato di maltrattamenti alla ex compagna Lisa, 55 anni, messi in atto durante il periodo della loro convivenza, dal 2022 al 2024.
Contro di lui, che ha ancora la misura del divieto di avvicinamento, la ex, che in quel periodo lavorava in una casa di riposo, era parte civile attraverso l’avvocato Micol Parati, che ha sottolineato “l’ossessivo controllo” da parte del 52enne, che controllava il telefono e i social di Lisa, e di “atteggiamenti vessatori, ingiuriosi e minacciosi“.
Il legale ha anche ricordato di quando lui, nel marzo del 2024, l’aveva aggredita con una bottiglia, ferendola al braccio, e di quando aveva continuato a chiamarla, nonostante lei se ne fosse andata, per chiederle soldi. Come risarcimento, la parte civile aveva chiesto la somma di 50.000 euro, con una provvisionale di 25.000 euro, ma il giudice ha deciso per una provvisionale di 5.000 euro.

In aula, la vittima aveva parlato di maltrattamenti abituali, sia fisici che verbali da parte dell’imputato, spesso ubriaco e geloso. L’uomo l’aveva offesa e malmenata con pugni, schiaffi e calci, provocandole ecchimosi sulle braccia, arrivando in più occasioni a minacciare di bruciarla, di sgozzarla e di ammazzarla. “Lui doveva controllare tutto“, aveva raccontato Lisa. L’uomo aveva preteso di conoscere i suoi spostamenti quotidiani e le persone da lei frequentate e si era appropriato del suo telefono personale per controllare i messaggi.
Almeno una volta al mese la svegliava nel cuore della notte “solo per sfogare la propria gelosia”, urlando, insultandola e tirandole i capelli. Nel novembre del 2023, dopo averla accusata di aver messo un codice di blocco sul telefono, l’aveva colpita con pugni, calci e schiaffi, minacciandola di morte, dicendole che le avrebbe rotto i denti, le costole e le gambe. “Io ero spaventata da morire, ma cercavo di calmarlo”, aveva raccontato la donna, “Lui mi diceva che dovevo stare zitta e muta“.
In un’altra occasione, accecato dalla gelosia, l’aveva colpita dopo averla accusata di essere stata con altri uomini. Un giorno di marzo del 2024, mentre lei dormiva sul divano, lui le si era avvicinato tirandole i capelli, gettandole addosso dell’acqua per poi picchiarla con calci e pugni.
La denuncia di Lisa risale al marzo del 2024, quando si era trasferita in un’altra abitazione. Un mese dopo, in seguito alle pressioni dell’imputato, lei aveva ritirato la querela. Lui si era recato sul posto di lavoro della donna, intimandole di prestare attenzione a ciò che avrebbe dichiarato in tribunale, in quanto “tutti sono contro di te”, avanzando anche richieste economiche per sostenere le spese di giustizia.
Ad agosto lei si era presentata dai carabinieri. In quell’occasione aveva deciso di rivolgersi al centro antiviolenza.
Dopo il racconto della donna, l’imputato si era difeso, parlando di “poche discussioni” di coppia nelle quali lei alzava la voce. “Alzava la mano, ma non mi colpiva”, aveva riferito il 52enne. “Anche io alzavo la voce, ma non l’ho mai colpita. Quella di togliere la denuncia contro di me è stata una sua libera scelta, poi ci siamo chiariti”.
L’imputato, difeso dall’avvocato Luigi Tambè, aveva detto di non essere un uomo geloso, ma aveva ammesso di controllarle “ogni tanto” i messaggi sul telefono che aveva regalato alla compagna. “La sua posta, invece, non l’ho mai aperta”. “Non l’ho mai minacciata e non le ho mai dato della prostituta“, aveva poi sostenuto l’imputato, che sui lividi sul corpo della donna ha detto: “ha la pelle molto delicata, le venivano i lividi appena sbatteva da qualche parte mentre faceva i mestieri“.