Juvi attesa dalla prova Avellino. Coach Bechi: "Siamo la terza difesa, ripartiamo da lì"
La Juvi prepara la trasferta di Avellino dopo lo stop di Rieti. Bechi chiede una risposta e il ritorno all’identità difensiva. Una vittoria per la salvezza matematica
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Seconda trasferta consecutiva per la Ferraroni Juvi Cremona che riparte da Avellino dopo la prova opaca di Rieti, con il primo match point salvezza a disposizione. Ne ha parlato coach Bechi in conferenza stampa: “Andiamo ad Avellino, una squadra che ha la possibilità concreta di entrare nei playoff direttamente. In questo momento è ottava in classifica ma può ambire a posizioni migliori, mancano ancora cinque partite. Ha un roster importante, 11 giocatori, cinque lunghi dello stesso livello, due americani sugli esterni come Chandler, miglior giocatore del campionato ungherese l’anno scorso, e Lewis, che alla prima stagione italiana ha avuto un grande impatto. Poi giocatori di qualità come Jurkatamm, Grande e Mussini”.
La Juvi arriva da una sconfitta e dal turno di riposo: “Abbiamo giocato una partita modesta a Rieti e abbiamo subito una lezione che non ci deve far dimenticare la nostra identità e la difficoltà di questo campionato. In questi dieci giorni abbiamo lavorato dal punto di vista mentale per resettarci. Se vogliamo mantenere la categoria c’è bisogno ancora di due punti per la matematica e questa è la cosa importante. Fino a che questi due punti non arrivano non si può parlare di altro. Mai come quest’anno il campionato insegna che tutti possono battere tutti e che appena c’è un calo di tensione si può incappare in prestazioni di basso livello, come è successo a noi. L’obiettivo è ritornare a giocare secondo la nostra identità, il nostro ritmo, la nostra aggressività. Siamo la terza difesa del campionato, questo è un dato significativo e deve essere un castello al quale aggrapparci tutte le volte che le percentuali non ci assistono”.
Alla sconfitta di Rieti, Bechi non dà un significato particolare: “Non abbiamo mai avuto il cambio di inerzia. È una cosa che dopo 30 partite non era mai successa. Non credo sia un trend, è stata una brutta giornata che deve essere archiviata e tenuta solo come lezione. Questi ragazzi sono molto seri e molto uniti, hanno grande capacità di ricarica e di ricompattarsi. Va detto anche che la forza degli avversari conta: Rieti lotta per le prime quattro posizioni, Avellino per le prime. Non giochiamo da soli. A volte riusciamo con la nostra intensità a frantumare le certezze degli altri, come contro Milano, altre volte sono gli altri a farlo con noi. Il nostro credito è cresciuto e quando giocano contro di noi tutti sono molto mentalizzati”.
La sosta ha aiutato a rimettere energie, senza particolari problemi fisici: “La squadra sta bene, non ci sono carichi particolari. Dobbiamo renderci conto della forza degli avversari e fare una partita attenta. In trasferta serve questo: limitare le palle perse, giocare contro la loro aggressività ed essere competitivi fino all’ultimo. Sarà una battaglia per 40 minuti, andiamo ad Avellino per competere contro una squadra forte”.