Prima il convento e poi le nozze: frate "mancato" portato a processo per stalking dall'ex moglie
Oggi l'uomo si è difeso dalle accuse mosse dalla ex coniuge: "Sono io quello vessato psicologicamente". L'imputato aveva paura di non poter vedere i figli
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Prima di convolare a nozze aveva intenzione di farsi frate. Ma nel 2007 aveva conosciuto una donna dai frati cappuccini di via Brescia, dove lei frequentava il gruppo di preghiera. I due si erano innamorati, sposati, e hanno avuto due figli di 13 e 16 anni. Poi la crisi, e nel giugno del 2021, la separazione.
Lei lo ha denunciato per stalking. Per l’accusa, l’uomo, un 49enne cremonese, non avrebbe accettato la fine della relazione, e dal novembre del 2021 al gennaio del 2023 avrebbe molestato e perseguitato la propria ex moglie, 47 anni, anche lei cremonese, tempestandola di telefonate, effettuate anche in forma anonima con un numero sconosciuto, di messaggi whatsApp e di mail, insultandola, offendendola e minacciandola.
Non solo: aveva inviato mail e messaggi anche a tutte le figure professionali che a vario titolo stavano seguendo la coppia nella fase della separazione: assistenti sociali, psicologo, avvocati. Tutti avevano ricevuto mail contenenti accuse contro la donna, numerose recriminazioni di carattere prettamente personale e talvolta anche intimo.
“E’ un anno che faccio il buono e il bravo e sono una bomba a orologeria in questo momento, guarda che salta fuori un macello“, le aveva detto nel corso di una telefonata nel settembre del 2022. “Sono una iena, una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. La prima volta che ti becco tra il chiaro e lo scuro io la faccio finita e ti taglio la gola da orecchio a orecchio“.
Per aver pronunciato questa frase, oggi l’uomo si è scusato. In aula si è difeso, dicendo che con quelle parole aveva raggiunto “il picco”. “Non ho mai voluto far del male a nessuno”, ha spiegato al giudice, tantomeno alla moglie dei miei figli. Ho sempre cercato di essere collaborativo ed educato, ma non riuscivo più a vedere i miei bambini, e quindi non mangiavo e non dormivo, avevo paura di tutto, avevo paura a vivere.
Ho mandato alla mia ex moglie una serie di messaggi e di mail perchè volevo sapere come stavano i ragazzi, perchè volevo avere una comunicazione con lei, perchè avevo capito che era meglio averla come amica che come nemica. Ma lei non rispondeva, io entravo in ansia e scrivevo a tutti“.
“Il divorzio l’ho chiesto io”, ha sottolineato il 49enne, la cui famiglia ancora oggi è gestita completamente dai servizi sociali.
“Il problema della mia ex moglie”, ha spiegato il 49enne, “è la gestione della rabbia. Sono stato anche picchiato da lei davanti ai nostri figli, sono io ad essere vittima di violenza psicologica da parte sua. E poi i ragazzi avevano paura di lei, dicevano che era cattiva con loro”.
“Oggi, però, i miei figli sono più sereni”, ha riferito l’imputato. Dal 2024, il Tribunale per i minori li ha affidati ai servizi sociali, collocandoli presso la mamma con diritto di visita paritario. Metà mese i ragazzini stanno con la mamma, l’altra metà con il papà.
“Metta da parte un pò di questa ansia“, ha consigliato il giudice all’imputato una volta finita la deposizione. A processo, l’uomo è assistito dall’avvocato Stefania Giribaldi, mentre l’ex moglie è parte civile con l’avvocato Elena Pisati.
La sentenza sarà pronunciata il 28 maggio.