Carletti: "Non si usa la preghiera come grimaldello per forzare le leggi"
L'assessore ai servizi cimiteriali è drastico: "Il rispetto per i defunti non va confuso con iniziative irrispettose dei princìpi che reggono la nostra Costituzione, iniziative che svelano un patetico e penoso revanchismo che gode di troppi atteggiamenti accomodanti".
Dopo che la Giunta del sindaco Andrea Virgilio ha ufficializzato il diniego all’istanza presentata dal “Comitato Onoranze Caduti della RSI”, che intendeva celebrare una messa in onore dei vertici del fascismo il 2 maggio, è l’assessore ai servizi cimiteriali Paolo Carletti a dettagliare le ragioni della decisione. Il provvedimento si fonda sul rigido rispetto delle leggi dello Stato e dei regolamenti locali.
Secondo l’amministrazione l‘evento richiesto da Gian Alberto D’Angelo non è una semplice funzione religiosa, ma una celebrazione incompatibile con il valore sacro del luogo e con i principi democratici.
Tre i punti fondamentali alla base del diniego: violazione costituzionale, in quanto l’atto richiama la XII disposizione della Costituzione che vieta la riorganizzazione del partito fascista; legge Scelba: il Comune ravvisa il rischio concreto di apologia del fascismo e manifestazioni esteriori antidemocratiche; nuovo Regolamento: viene applicato l’art. 61 del regolamento di Polizia Cimiteriale, che subordina le commemorazioni al rispetto dei valori della Repubblica.
Con questa decisione, l’assessorato ribadisce una linea di estrema fermezza: gli spazi pubblici della città non possono ospitare eventi che esaltino esponenti e metodi del regime fascista.
“Al civico cimitero di Cremona ognuno ha sempre trovato e trova la serenità di una degna sepoltura, e ovviamente ogni urna e ogni sepolcro hanno lo stesso diritto di essere confortati dal pianto”, afferma Carletti. “Che ognuno abbia il diritto di piangere i propri morti sta alla base di uno dei principi che tengono insieme una comunità, e non si vede perché si debba chiedere il permesso al comune per farlo.
“Chi invece utilizza la preghiera come grimaldello per forzare le leggi dello Stato e del buon senso, non ha spazio nel nostro cimitero e non dovrebbe averne nella nostra comunità. Il rispetto per i defunti non va confuso con iniziative irrispettose dei princìpi che reggono la nostra Costituzione, iniziative che svelano un patetico e penoso revanchismo che gode di troppi atteggiamenti accomodanti”.