Gianmarco Mazzi nuovo ministro del Turismo, Portesani: "Un bene, un amico del Festival Monteverdi"
Ha giurato venerdì 3 aprile davanti al Capo dello Stato: prende il posto di Daniela Santanchè
Il sottosegretario al ministero della cultura Gianmarco Mazzi è stato scelto come ministro del Turismo per coprire il ministero dopo le dimissioni di Daniela Santanché. Mazzi è arrivato al Quirinale alle 10.30 e ha giurato come ministro.
Su questa nomina arriva il commento di Alessandro Portesani capogruppo in consiglio comunale di ‘Novità a Cremona’ : “La nomina di Gianmarco Mazzi a Ministro del Turismo rappresenta un fatto politico rilevante per Cremona. Non solo per il ruolo che oggi ricopre, ma per un elemento preciso: il Ministro conosce già il valore culturale della città e del suo territorio, avendo presentato al Ministero della Cultura, lo scorso febbraio, il Monteverdi Festival, riconoscendone il prestigio internazionale” ha detto.
“Questo” spiega Portesani ” crea una condizione favorevole che Cremona deve saper interpretare con intelligenza istituzionale. Il tema è chiaro: turismo culturale, musica, grandi eventi e capacità di trasformare il patrimonio identitario in leva di sviluppo economico. Cremona ha tutti gli elementi per giocare questa partita: la liuteria riconosciuta dall’UNESCO, il sistema musicale, il Monteverdi Festival, le istituzioni formative e una filiera culturale unica. Cremona si dia da fare. Quello che è mancato finora è una regia forte e una strategia esplicita di posizionamento nazionale”.
“La presenza al Ministero del Turismo di una figura che conosce direttamente il nostro sistema culturale, chiosa ancora il capogruppo di ‘Novità a Cremona’ deve tradursi in un salto di qualità: costruzione di un’interlocuzione stabile, inserimento di Cremona nei circuiti nazionali del turismo culturale, rafforzamento del Monteverdi Festival come evento di riferimento e sviluppo di un’offerta integrata che tenga insieme musica, formazione e attrattività internazionale. Non è una questione di relazioni personali. È una questione di capacità politica del territorio”, conclude Portesani.