Patto per la longevità, nuova riunione: allargamento del partenariato e nuove progettualità
Cremona è tra i territori con il più alto indice di invecchiamento, con oltre 230 anziani ogni 100 giovani
A Palazzo Comunale riunione per il partenariato del Patto tra generazioni per la longevità, lo strumento che riunisce istituzioni, sistema sanitario, università e mondo economico con l’obiettivo di tradurre il patrimonio di esperienze maturate sul territorio in azioni coordinate, misurabili e durature, attraverso lo sviluppo di un sistema integrato capace di rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più longeva. Una sfida demografica che diventa politica pubblica. Cremona è tra i territori con il più alto indice di invecchiamento, con oltre 230 anziani ogni 100 giovani, dato che restituisce con evidenza la trasformazione in atto e la necessità di risposte innovative e strutturate. Viviamo più a lungo, ma cresce anche il tempo della fragilità; aumentano le persone anziane sole e, parallelamente, diminuisce la natalità. Rispondere in modo efficace a questi cambiamenti significa superare approcci frammentati e costruire politiche pubbliche capaci di integrare servizi, innovazione e comunità.
È dentro questo scenario che si colloca il lavoro avviato dall’Amministrazione comunale insieme alla rete territoriale composta da ATS Valpadana, ASST, Camera di Commercio, Università Cattolica del Sacro Cuore e Politecnico di Milano. Tra i presenti all’incontro, esponenti sia istituzionali che tecnici dei diversi enti partner, a conferma del carattere multidisciplinare del percorso. Il percorso di Cremona si inserisce all’interno di una visione più ampia: il passaggio da una società che invecchia a una società della longevità, in cui l’allungamento della vita è accompagnato da qualità, autonomia e partecipazione. Un approccio che mette al centro la prevenzione e gli stili di vita, il supporto ai caregiver, l’innovazione nei servizi e il dialogo tra le generazioni. Non a caso Cremona è tra le prime città italiane ad aver aderito al network internazionale delle “Città della Longevità”, promosso dal National Innovation Centre for Ageing di Newcastle, con l’obiettivo di confrontarsi con esperienze avanzate a livello globale.
Alla riunione, oltre a riflettere su alcuni possibili nuovi ambiti di lavoro e progettualità, i due comitati del Patto – tecnico-scientifico e di attuazione – si sono anche espressi unanimemente a favore dell’allargamento del partenariato, approvando tutte le richieste pervenute nell’ambito di una manifestazione di interesse di alcuni mesi fa. Nove i nuovi soggetti del territorio che entreranno dunque nella rete: Fondazione Elisabetta Germani Onlus, Fondazione La Pace, Cremona Solidale, Università degli Studi di Brescia, Confartigianato Cremona, CNA Cremona, CGIL Cremona, Cooperativa Nazareth e Associazione Centro Ticonzero APS. L’Assessora alle politiche sociali e fragilità del Comune di Cremona, Marina Della Giovanna, ha dichiarato: “Il modello che si sta progressivamente costruendo punta a valorizzare le competenze del territorio e superare la frammentazione degli interventi, mettendo a sistema servizi, dati e progettazione. Sappiamo che le politiche per la longevità non possono essere sviluppate da un singolo ente, ma nascono dall’interazione coordinata tra istituzioni, sistema sanitario, università, terzo settore e mondo produttivo. Lavorare in questa direzione serve anche a consolidare il posizionamento di Cremona all’interno del network delle città della longevità”.