Cronaca

In via Litta il murale che racconta Borgo Loreto: la nuova opera di Cerioli e Tolasi

La riscoperta di una tradizione rimasta viva fino a qualche decennio fa attraverso l'opera a cui stanno lavorando i due street artist Punto di partenza: la storia della cooperativa Il Borgo e le testimonianze dei residenti di vecchia data

Marco Cerioli e Davide Tolasi
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E’ un pezzo di storia del quartiere di Borgo Loreto che riemerge da un passato neanche tanto lontano ma a rischio di oblio. Quello legato alla Cooperativa di consumo Il Borgo, fondata nel 1919 (capitale sociale 1.575 lire) per consentire ai meno abbienti di accedere alle derrate alimentari o a un pasto nei difficili anni del dopoguerra. In quei locali, all’angolo tra via Cipressi e via Litta di fianco al cimitero sorge il bar trattoria Antico Borgo ed è il suo titolare, Mauro Falsari, ad avere avuto un’idea che va oltre la semplice tinteggiatura di un muro.

“Siamo qua da 7 anni – spiega – avevamo pensato di fare qualcosa per l’immobile ma anche per il quartiere, di riqualificare dei muri  esterni un po’ degradati. La proprietà è della cooperativa Borgo Loreto, che ha ormai più di cent’anni e nasceva con uno scopo sociale, per dare pasti ai profughi, alla gente più disagiata. Così, in collaborazione con la vicepresidente del quartiere abbiamo pensato di fare qualcosa di carino”.

E’ così iniziata la ricerca da parte di Silvia Belicchi, vicepresidente del comitato, delle fonti che potessero raccontare la storia di questa parte di Cremona, attraverso i documenti dei residenti di più vecchia data: fotografie, testi, racconti, che sono stati alla base del murale in corso di realizzazione da parte di Marco Cerioli e Davide Tolasi.

“Visionando il materiale – spiega Tolasi – ci siamo appassionati a questa tradizione chiamata ‘la Rimborgata’,  in cui la gente del borgo che abitava qua negli anni addietro si ritrovava per strada, dando vita a vere e proprie feste. Abbiamo così deciso di farme una riproposizione in chiave pittorica”.

Il muro di via Litta, dietro cui si trovava il vecchio bocciodromo della cooperativa, molto ammalorato, è stato ridipinto con scene che rappresentano gli interni delle case degli anni 50 – 60. “L’opera si compone di diversi strappi, che creano una sorta di collage. Sono tutti ambienti domestici, ci siamo documentati sull’arredamento dell’epoca, che da un certo punto di vista è anche molto attuale. Anche le cromie sono studiate ad hoc, abbiamo cercato di rispettare quello che è il contesto urbano circostante, per non avere un’opera che si distaccasse completamente”.

“Il collage – spiega Marco Cerioli – nasce anche dal fatto che con Davide collaboriamo da tanti anni ma abbiamo sempre avuto difficoltà nel coniugare due stili e due percorsi diversi. L’escamotage di rompere il disegno in tanti pezzi, in tanti frammenti, è stato utile anche a questo scopo. Inoltre dovevamo inserire tanti dettagli in poco spazio”.

“Noi cerchiamo sempre di porre molta attenzione all’opera pittorica nel contesto in cui è inserita. Abbiamo subito tenuto in considerazione i vincoli che ci poneva questo muro, già suddiviso in diverse campate. Questa attenzione verso l’architettura è centrale nello studio che noi facciamo”.

Soddisfatto dell’iniziativa oltre a Belicchi, anche il presidente del Quartiere Fabio Lodigiani. “Sono molto contento perché oltre a riqualificare la zona, questo lavoro permette davvero di dare un taglio diverso al quartiere, un assaggio dei numerosi cambiamenti che ci attendono nei prossimi mesi.

“Ci sono diversi progetti non solo qui, ma anche nella zona di San Bernardo dove è attesa entro l’anno o a inizio 2027 la riqualificazione di Palazzo Due Miglia. C’è poi un grandissimo progetto sull’oratorio di San Bernardo e in via Soldi è arrivato un Bed and Breakfast con annessa caffetteria. In Via Rosario sta sorgendo un centro per la zootecnia: tutte importantissime  opere di riqualificazione che permetteranno davvero di dare un’impronta diversa al nostro quartiere”.

L’inaugurazione del lavoro, ora in fase di ultimazione, sarà a metà maggio alla presenza delle autorità cittadine.

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