Economia

Export cremonese stabile nel primo trimestre 2026, ma il saldo con l’import è negativo

Nel confronto regionale sulle variazioni delle esportazioni rispetto allo stesso periodo del 2025, Mantova risulta seconda per performance, mentre Cremona e Pavia si collocano rispettivamente al quartultimo e quintultimo posto

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Primi dati sugli scambi con l’estero per quanto riguarda il primo trimestre 2026, elaborati dalla Camera di Commercio di Cremona- Pavia – Mantova. In provincia di Cremona le esportazioni vedono una ripresa dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, rimanendo in sostanza stabili rispetto ad una media nazionale che ha chiuso il periodo con un aumento in valore del 1,3%. 

Il territorio delle tre province del sud Lombardia è invece arretrato, in termini di valore del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, anche se la provincia di Cremona mostra una sostanziale stabilità.

Nel dettaglio, al 31 marzo 2026 le esportazioni cremonesi ammontano a quasi 1,6 miliardi di euro, contro un valore di import pari a oltre 1,7 miliardi, in calo rispetto al 2025 del -7,6%. Il saldo commerciale si colloca in territorio negativo per 176,2 milioni di euro.

EXPORT
Considerando i principali prodotti esportati, si segnalano performance positive per i metalli di base e prodotti in metallo (+12,3%), gli alimentari, bevande e tabacco (+4,6%), i prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+1,7%) e gli apparecchi elettrici (+1,4%).

Valori negativi si registrano, invece, per le sostanze e i prodotti chimici (-15%), i macchinari (-1,4%), gli articoli in gomma e materie plastiche (-15,5%), il legno e prodotti in legno (-8,6%), i mezzi di trasporto (-25%), i prodotti delle altre attività manifatturiere (-5,6%) e gli apparecchi elettronici e ottici (-9%).

Per quanto riguarda i Paesi di sbocco si delinea una generale ripresa verso i principali partner europei: Francia (+5,5%), Spagna (+7,2%), Polonia (+15,3%), Romania (+31,3%), Paesi Bassi (+7,8%) e Belgio (+4,1%). Valori con segno meno emergono invece per Germania (-12,7%), Stati Uniti (-16,2%), Regno Unito (-11,6%) e Repubblica Ceca (-4,8%).

IMPORT
Sul fronte delle importazionivariazioni negative per la quasi totalità dei prodotti, con la sola eccezione degli articoli farmaceutici, chimico-medicinali (+2,6%), dei prodotti delle altre attività manifatturiere (+3,8%) e dei coke e prodotti petroliferi raffinati (+3,9%). Da segnalare anche una forte ripresa per i prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento.

Le performance di segno meno riguardano: i prodotti in metallo (-9,5%), i mezzi di trasporto (-4,3%), le sostanze e i prodotti chimici (-17,2%), gli alimentari, bevande e tabacco (-15,9%), gli articoli in gomma e materie plastiche (-3,9%), i prodotti dell’agricoltura (-25,5%), i macchinari (-5,2%), i prodotti in legno e carta (-22,2%), i prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-13,2%), gli apparecchi elettrici (-15,4%) e gli apparecchi elettronici e ottici (-31,8%).

Le aree geografiche dell’import mostrano in decrescita Germania (-4,8%), Austria (-6,6%), Francia (-16,5%), Polonia (-8,7%), Paesi Bassi (-26,1%), Spagna (-11,9%), Belgio (-24%), mentre c’è un consistente crescita delle importazioni da Repubblica democratica del Congo, Cina, Serbia e Stati Uniti d’America.

Sono dati che si inseriscono “in un contesto internazionale ancora caratterizzato da una domanda industriale debole e da persistenti tensioni geopolitiche e commerciali”, sottolinea il Presidente della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, Gian Domenico Auricchio. “A livello territoriale si conferma un quadro differenziato: la Lombardia evidenzia una dinamica complessivamente stabile su base annua, a conferma del proprio ruolo di principale regione esportatrice del Paese, ma con andamenti non uniformi tra le province.

“Per il territorio della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia – continua Auricchio – si registra nel complesso una flessione delle esportazioni pari al -3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tale risultato è tuttavia principalmente imputabile all’andamento meno positivo della provincia di Pavia, mentre Mantova e Cremona mostrano una sostanziale tenuta, con variazioni lievemente positive o prossime alla stabilità.

“Emerge un sistema produttivo territoriale che, pur in una fase di rallentamento e di consolidamento dopo le crescite più recenti, conferma elementi di resilienza e capacità di adattamento. Il quadro rimane tuttavia caratterizzato da elevata incertezza legata alla volatilità dei mercati internazionali, alle dinamiche dei tassi di cambio e alle persistenti tensioni energetiche e geopolitiche, che continuano a influenzare il commercio globale. In questo contesto, le prospettive restano condizionate da fattori esterni difficilmente prevedibili.

“È quindi fondamentale che le imprese proseguano nel percorso di innovazione, diversificazione dei mercati e rafforzamento della competitività, leve decisive per affrontare uno scenario internazionale sempre più complesso. Parallelamente, risulta strategico che le politiche pubbliche continuino a sostenere il sistema produttivo con interventi stabili, mirati ed efficaci, capaci di rafforzare la resilienza delle imprese e la loro capacità di competere sui mercati globali”, conclude Auricchio.

L’aumento in valore dell’ 1,3% delle esportazioni rilevate dall’Istat sul piano nazionale è sintesi di dinamiche territoriali differenziate, con un aumento più marcato per il Centro e per il Sud, più contenuto per il Nord-ovest, con una flessione per il Nord-est e una decisa contrazione per le Isole. In questo contesto, la dinamica dell’export lombardo nel primo trimestre 2026 risulta pressoché invariata su base annua, confermando comunque il ruolo di principale regione esportatrice italiana.

Nel panorama regionale emerge un quadro articolato: metà delle province lombarde registra una crescita delle esportazioni rispetto al primo trimestre 2025, mentre l’altra metà evidenzia variazioni negative. Il dato conferma una dinamica non uniforme sul territorio, con performance differenziate tra i diversi sistemi produttivi provinciali.

Segno meno anche per le importazioni che registrano un calo del -16,6%, per un ammontare di 5.394 milioni di euro, portando la bilancia commerciale in territorio negativo con un valore di 642,7 milioni.

Nel confronto regionale relativo alla variazione delle esportazioni nel I trimestre 2026 sullo stesso periodo del 2025, Mantova risulta seconda per performance, mentre Cremona e Pavia si collocano rispettivamente al quartultimo e quintultimo posto della graduatoria.

 

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