Cronaca

La crisi idrica ora preoccupa. E sabato a Isola Pescaroli tornano i trattori

Per evitare di trovarsi impreparati di fronte a un eventuale blocco del sistema di irrigazione, il Consorzio ha già attivato un piano di emergenza. Come avvenuto già nel 2022...

Le pompe idrovore del Navarolo non riescono più a pescare

L’allarme siccità torna a farsi sentire lungo il fiume Po. A lanciare l’avvertimento è Gianpietro Lazzari, direttore del Consorzio di Bonifica Navarolo Agro Cremonese Mantovano, che descrive una situazione sempre più preoccupante per il comparto agricolo del territorio.

I livelli del grande fiume sono infatti tornati su valori molto simili a quelli registrati nell’estate del 2022, anno ricordato come uno dei più difficili per la disponibilità idrica nella Pianura Padana. Una condizione che mette a rischio il funzionamento dell’impianto di sollevamento di Isola Pescaroli, nel comune di San Daniele Po, infrastruttura strategica per l’irrigazione di circa 14 mila ettari di terreni agricoli tra le province di Cremona e Mantova.

“La situazione è estremamente critica – spiega Lazzari –. Il livello del Po e la sua portata sono talmente bassi che le pompe dell’impianto stanno lavorando al limite delle loro possibilità. Se il livello dovesse scendere ulteriormente, potrebbe non esserci più acqua sufficiente per consentire l’aspirazione e l’impianto rischierebbe di fermarsi”.

L’area servita dall’impianto comprende colture di grande importanza economica per il territorio, tra cui mais, pomodoro da industria e numerose altre produzioni agricole che, proprio in questo periodo dell’anno, necessitano di un apporto costante di acqua.

Per evitare di trovarsi impreparati di fronte a un eventuale blocco del sistema di irrigazione, il Consorzio ha già attivato un piano di emergenza. L’intervento prevede la realizzazione di una rampa e di un piccolo sbarramento temporaneo all’interno dell’alveo del fiume, accompagnati dall’impiego di pompe mobili e trattori in grado di trasferire l’acqua verso la vasca di carico dell’impianto di sollevamento.

L’obiettivo è garantire la continuità del servizio irriguo anche nel caso in cui il livello del Po dovesse scendere sotto la soglia minima necessaria al funzionamento delle pompe principali.

«Non possiamo permetterci di attendere l’evoluzione della situazione senza predisporre soluzioni alternative – sottolinea il direttore del Consorzio –. Le previsioni meteorologiche non indicano cambiamenti significativi e, se la siccità dovesse proseguire, sarà fondamentale avere già pronta una risposta operativa».

La realizzazione delle opere comporterà inevitabilmente una breve interruzione dell’erogazione dell’acqua. Secondo le stime del Consorzio, saranno necessari circa due o tre giorni di fermo tecnico per completare i lavori e mettere in funzione il sistema emergenziale. Una sospensione ritenuta tuttavia indispensabile per scongiurare conseguenze ben più gravi nelle settimane successive.

A preoccupare non è soltanto la situazione attuale, ma anche la frequenza con cui fenomeni di questo tipo si stanno ripresentando. Se in passato gli episodi di grave magra del Po erano considerati eccezionali, oggi sembrano verificarsi con intervalli sempre più ravvicinati.

“Rispetto al 2022 i livelli sono solo leggermente superiori, ma il quadro generale è sostanzialmente identico – osserva Lazzari –. Ciò che colpisce è che questi eventi estremi stanno diventando sempre più frequenti e ravvicinati nel tempo”.

Intanto i lavori sono già iniziati. Le operazioni per la costruzione della rampa e delle strutture necessarie all’intervento d’emergenza sono partite nei giorni scorsi e proseguono senza sosta. Se il cronoprogramma verrà rispettato, i trattori e le pompe potrebbero entrare in funzione già nel prossimo fine settimana. Una corsa contro il tempo e un déjà vu.

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