Risorsa idrica, la situazione inizia a farsi critica per fiumi e laghi. Prime limitazioni all’uso irriguo
Riunione straordinaria dell'osservatorio coordinato dall'Autorità di Bacino del fiume Po. Gli assessori Beduschi e Sertori: "La situazione non è grave come nel 2022 e abbiamo scorte ancora per qualche settimana, ma la coperta è corta"
Il perdurare delle significative condizioni di afa con temperature marcatamente superiori ai valori tipici del periodo sta determinando un’ulteriore graduale riduzione delle portate lungo l’asta del fiume Po, oltre ad un diffuso calo dei livelli di fiumi e laghi, con valori generalmente inferiori alla media: un quadro che sta generando situazioni particolarmente critiche su tutto il Distretto.
Si è riunito questa mattina in via straordinaria l’osservatorio permanente per gli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, presso la sede di Coldiretti a Milano, con la partecipazione di tutti i soggetti interessati agli utilizzi idrici: Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, Agenzia Interregionale per il fiume Po, Regioni del bacino padano e Provincia Autonoma di Trento, ISPRA, ISTAT, CREA, ANBI e consorzi di bonifica, ma anche Utilitalia, Anea, Terna, Elettricità Futura ed Enti Regolatori dei Grandi Laghi.
La situazione è critica a partire da alcune aree del Piemonte – dove si osservano significative riduzioni della disponibilità idrica a fini irrigui, con sospensione totale dei prelievi in alcuni comprensori – passando per Emilia-Romagna e Veneto, dove sono state attivate misure di contenimento e allerta; per giungere sino al Delta, l’area che desta maggiore preoccupazione a causa della risalita dell’intrusione salina nei rami di Pila/Venezia e Goro – ad oggi, rispettivamente compresa tra 16–18 km e 18–20 km dalla foce – e dove l’irrigazione per l’agricoltura è stata sospesa.
Resiste, pur se in un contesto comunque critico, la Lombardia, che vede una parziale capacità di gestione delle risorse legata anche al contributo atteso delle colature.
“Le precipitazioni degli ultimi giorni, concentrate principalmente sotto forma di fenomeni temporaleschi localizzati, non hanno determinato un contributo significativo e duraturo agli afflussi idrici, che continuano a mantenersi al di sotto della media – ha sottolineato Francesco Tornatore, dirigente dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po –. Le elevate temperature di questi giorni, poi, hanno contribuito a ridurre ulteriormente i già esigui accumuli nivali che sono ormai ridotti praticamente a zero.
Queste condizioni hanno incrementato notevolmente il progressivo calo delle portate lungo tutta l’asta fluviale dove, nelle stazioni di riferimento, si registrano, al 22 giugno, i seguenti valori: Piacenza 207 metri cubi al secondo; Cremona 257 m3/s; Boretto (RE) 324 m3/s; Borgoforte (MN) 278 m3/s; Pontelagoscuro, sul Delta, 298 m3/s.
Anche i Grandi Laghi prealpini presentano volumi generalmente prossimi o inferiori ai valori medi di riferimento, evidenziando in particolare un sensibile decremento del livello del Lago Maggiore con percentuale di riempimento al 58,4% (-49 centimetri rispetto a due settimane fa, che equivalgono a 102 milioni di metri cubi di risorsa idrica in meno); Lago di Garda al 74,3%, Lago di Como al 58,2% (-27 centimetri in sette giorni) e Lago d’Idro al 27,3%. Parallelamente, i corsi d’acqua del Distretto mostrano una progressiva riduzione dei deflussi, soprattutto in Emilia-Romagna.
Le previsioni meteorologiche indicano anche per i prossimi giorni condizioni prevalentemente stabili, con temperature superiori ai valori tipici del periodo, interrotte solo da locali fenomeni sui rilievi; in tale contesto, lungo l’asta del fiume Po è attesa un’ulteriore graduale riduzione delle portate. Le indicazioni provenienti dalle previsioni stagionali per il trimestre estivo confermano con crescente probabilità un mantenimento di condizioni termiche superiori alla norma climatologica.
Alla luce delle condizioni osservate e delle prospettive attese, a seguito della seduta odierna dell’Osservatorio, la severità idrica a scala distrettuale viene dichiarata “MEDIA in assenza di precipitazioni”. Da questo momento sarà possibile attivare eventuali deroghe al deflusso minimo vitale che verranno valutate attentamente, escludendo la possibilità di darle sui corpi idrici principali che, al momento, stanno contribuendo a mantenere in equilibrio il sistema.
Considerata, comunque, l’estrema gravità della situazione, che necessità di un monitoraggio costante soprattutto per tenere sotto controllo le situazioni più critiche che riguardano soprattutto gli approvvigionamenti potabili dipendenti direttamente dal Po, l’Osservatorio tornerà a riunirsi già il 3 luglio prossimo.
“Nel corso dell’incontro – affermano gli assessori Massimo Sertori (Enti Locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica) e Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste)- abbiamo infatti concordato di dare pieno avvio alla stagione irrigua, ma gestendo l’acqua con cautela. I gestori dei laghi e i consorzi di bonifica e irrigazione hanno erogato nei giorni scorsi tutta l’acqua necessaria agli agricoltori, garantendo il soddisfacimento di una richiesta particolarmente elevata.
“Poi però, al fine di consentire una stagione irrigua che non si fermi anzitempo, il tavolo ha stabilito, a partire da questa settimana, una riduzione concordata e gestita dai consorzi nell’erogazione dell’acqua. Effettivamente, il mondo consortile si sta attenendo complessivamente a quanto concordato. Auspichiamo che tutti facciano la propria parte per evitare che le riserve idriche si esauriscano a breve”.
“In Lombardia – continuano gli assessori – attraverso i dati di Arpa possiamo monitorare settimanalmente l’andamento delle riserve idriche e quantificarle. A causa delle elevate temperature, la poca neve caduta quest’anno si è già completamente sciolta e gli invasi mostrano un riempimento al di sotto della media storica”.
“Proprio grazie ai monitoraggi e alle previsioni – sottolineano – durante il Tavolo regionale sulla risorsa idrica abbiamo assunto la scelta sulla gestione dei grandi laghi, grazie alla quale tra l’inizio e la metà giugno sono arrivati con piena capienza e, quindi, predisposti per affrontare le settimane più importanti dell’irrigazione. Al momento registriamo un deficit del 35% rispetto alla media del periodo di riferimento sul territorio regionale, con forti differenze da fiume a fiume. Si tratta però di un dato già superato: ora stiamo vedendo i laghi prealpini perdere sistematicamente quota, a causa degli scarsi apporti e delle necessità irrigue di valle.
La situazione non è grave come nel 2022 e abbiamo scorte ancora per qualche settimana, ma la coperta è corta, ed emergono criticità nella gestione e nella ripartizione dell’acqua. Dobbiamo condividere insieme le prossime azioni, ed è per questo che il Tavolo regionale è già stato riconvocato per il 2 luglio”.
“In un anno come questo – concludono Sertori e Beduschi – possiamo solo cercare di gestire al meglio l’acqua che c’è. Per questo motivo, Regione Lombardia sta anche portando avanti interlocuzioni con Terna e il comparto idroelettrico, per rendere compatibile l’utilizzo dell’acqua immagazzinata nelle dighe tra la produzione di energia e il fabbisogno di volumi a valle nei momenti necessari per il mondo dell’agricoltura”.
Tutti i dati analitici del Distretto sono visibili e consultabili sul portale istituzionale dell’ente al link: https://www.adbpo.it/osservatorio-permanente/