L’aggressione a “La Ciocco”: per il maggiorenne del gruppo la condanna è definitiva
Il ragazzo, processato con l'abbreviato, era stato condannato a cinque anni per il pestaggio al barman, preso a calci e pugni e ferito al volto con un bicchiere di vetro
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E’ diventata definitiva la sentenza emessa il 18 dicembre dell’anno scorso dal gup di Cremona nei confronti di Davide, 20 anni, l’unico maggiorenne del gruppo che il 23 febbraio del 2025 aggredì brutalmente Filippo, 38 anni, barman al locale di piazza Roma “La Ciocco”, preso a calci e pugni e ferito al volto con un bicchiere di vetro.
Davide, processato con il rito abbreviato, era stato condannato a 5 anni di reclusione, sentenza ora diventata definitiva.
Il branco, in concorso, aveva provocato a Filippo “lesioni personali gravi: un trauma oculare con perforazione del bulbo sinistro e plurime ferite da taglio e lacero contuse al volto, con prognosi superiore ai quaranta giorni con malattia ancora in corso di svolgimento, e comunque l’indebolimento permanente del senso della vista dall’occhio sinistro“.
Per il giudice, “una condotta” che “evidenzia un impulso criminale puro“. Il 20enne aveva “deliberatamente trasportato il bicchiere di vetro lungo il tragitto cittadino, e lo aveva inizialmente utilizzato per lanciare del liquido “a scopo provocatorio” per poi scagliarlo “con inusitata violenza contro il volto di un uomo a distanza ravvicinata, facendolo esplodere”.
“La dinamica storica”, si leggeva nella motivazione della condanna, “attesta che la vittima, accecata e sanguinante, perdeva l’equilibrio e cadeva in terra. In tale frangente di totale e conclamata vulnerabilità, il branco non desisteva, bensì intensificava l’offensiva“. Il fine ultimo era quello della “distruzione fisica dell’avversario inerme, palesando un’indole sprezzante di qualsivoglia remora morale“.