Cavatigozzi, albero secco e rami caduti: un pericolo per i cittadini
Egregio direttore,
desidero portare all’attenzione dei lettori e dell’Amministrazione comunale una situazione che, a mio avviso, non può più essere sottovalutata.
All’altezza del civico 29, all’intersezione con la strada privata di via Tigozzo, nel quartiere Cavatigozzi, si trova una pianta di origine australiana, messa a dimora nel 1906 e regolarmente censita. Da circa un anno, però, l’albero è completamente secco e versa in uno stato di evidente degrado.
In questi mesi sono state inoltrate numerose segnalazioni agli uffici comunali, alla Protezione Civile e anche al Comitato di Quartiere, ma, nonostante le ripetute richieste, non è stato adottato alcun intervento concreto. Nel frattempo diversi rami secchi sono già caduti, mettendo a rischio la sicurezza di pedoni e automobilisti, poiché la pianta si affaccia direttamente sulla carreggiata.
Il 15 luglio scorso, durante il violento temporale che ha colpito Cremona, un grosso ramo si è spezzato precipitando sull’abitazione situata al civico 29. L’impatto ha causato ingenti danni al muro di cinta e alla copertura dell’edificio, con la rottura di numerose tegole e del laterizio sottostante. Nello stesso episodio è stata inoltre danneggiata l’illuminazione pubblica della via, ripristinata soltanto una settimana più tardi.
La domanda che molti residenti si pongono è semplice: bisogna forse attendere che un altro ramo cada su un passante o su un’autovettura prima che si decida di intervenire? La pianta, ormai completamente secca, rappresenta un pericolo concreto e ben noto. Ogni ulteriore ritardo aumenta il rischio che un episodio già grave possa trasformarsi in qualcosa di ben più drammatico.
Ad oggi, nonostante le numerose segnalazioni, nessuno è tornato sul posto per effettuare una verifica approfondita e programmare la rimozione o la messa in sicurezza dell’albero. I cittadini hanno la sensazione di essere stati dimenticati di fronte a un problema che riguarda la sicurezza dell’intera collettività.
Con questa lettera non si cercano polemiche, ma si chiede semplicemente che venga garantita la tutela della pubblica incolumità. Mi auguro che la sua pubblicazione possa contribuire a richiamare l’attenzione dell’Amministrazione comunale e che si intervenga finalmente con la necessaria urgenza, prima che un pericolo noto da tempo si trasformi in una tragedia evitabile.