Cronaca

Asfissia e ferite troppo gravi dopo la caduta nel Serio Morto: si è spento in ospedale Carlo Cappellini

Il cuore del 78enne ha cessato di battere ieri sera all’ospedale Maggiore di Cremona, dove si trovava ricoverato in condizioni disperate dopo la caduta nel Serio Morto, in località San Bassano

I primi soccorsi sul posto
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Non c’è stato nulla da fare per Carlo Cappellini. Il cuore del 78enne ha cessato di battere ieri sera all’ospedale Maggiore di Cremona, dove si trovava ricoverato in condizioni disperate dopo la caduta nel Serio Morto, in località San Bassano.

L’allarme era scattato immediatamente: il personale d’emergenza, arrivato in tempi brevissimi lungo il corso d’acqua, aveva estratto l’uomo dalle acque del Colatore avviando da subito le manovre di rianimazione. Una corsa contro il tempo proseguita poi nella struttura ospedaliera, dove i sanitari hanno tentato a lungo di stabilizzarlo. L’asfissia dovuta all’immersione e i traumi riportati nell’impatto con il fondale si sono però dimostrati troppo gravi, conducendo al tragico finale.

A San Bassano, Carlo Cappellini, lascia un comune in uno stato di shock e dolore. Cappellini era una presenza storica per il borgo: prima della pensione aveva prestato servizio per decenni alla Vismara De Petri in qualità di responsabile della manutenzione, ruolo svolto con dedizione tale da renderlo un pilastro indispensabile per tutto il personale e la proprietà.

“Stamattina sono andato alla casa di riposo per accompagnare mio suocero al centro diurno – spiega il sindaco di San Bassano, Giuseppe Papa – e i manutentori della struttura mi si sono avvicinati per esprimere il loro dolore per quanto accaduto. Era stato capo manutentore: era lui il responsabile della casa di riposo per tutto ciò che riguardava la manutenzione, prima di andare in pensione”.

“Era una persona molto decisa, precisa nel lavoro, estremamente professionale. Aveva una identità forte. Sono davvero dispiaciuto, anche perché conosco tutta la famiglia e le nipoti. Abbiamo condiviso tanti momenti, visto che per anni ho fatto il pre-orario a scuola. Mi addolora profondamente che la vicenda sia finita in questo modo“.

Oltre al profilo professionale, era la sua spiccata umanità ad aver lasciato il segno: una figura bonaria e solare, che tutti ricordano con affetto lungo le vie del centro, dove amava camminare ogni giorno regalando sempre un saluto e un sorriso ai vicini.

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