Carenza di competenze tecniche: con gli Its Academy qualificare i lavoratori che mancano
La Lombardia è la regione più colpita dalla carenza. Matteo Gosi, vicepresidente degli Industriali di Cremona: "la piena occupazione limita la formazione"
Le aziende incontrano sempre maggiori difficoltà nel reperire nuovi addetti in possesso delle competenze tecniche e dei profili ricercati. Una carenza che appare ancora più evidente con la rapida diffusione dell’intelligenza artificiale. Secondo il rapporto del Centro Studi di Confartigianato Nazionale sulle competenze nell’era dell’IA, nel 2025 in Italia, a fronte di un fabbisogno di 621 mila lavoratori, ne sono risultati di difficile reperimento ben 316 mila (pari a oltre il 50%). La Lombardia si conferma la regione con la criticità maggiore. Un dato confermato da Matteo Gosi, amministratore delegato di Wonder SpA e vicepresidente degli Industriali cremonesi con delega all’innovazione: “La mancanza di competenze specifiche è un problema trasversale a molti settori”, ci dice.
Come colmare questo divario? “Oggi gli strumenti formativi non mancano, ce ne sono davvero tanti — spiega Gosi — qualcuno sostiene persino che siano troppi, creando incertezza in chi deve scegliere quale percorso intraprendere. L’università offre ormai diversi cicli di studio e numerosi indirizzi, oltre ai master: a Cremona, ad esempio, ne è stato avviato di recente uno dedicato proprio all’intelligenza artificiale. Ci sono poi le scuole superiori e la formazione professionale, su cui forse bisognerebbe investire di più».
Un ruolo centrale è svolto anche dagli ITS (Istituti Tecnici Superiori), che preparano figure chiave sempre più richieste dal mercato: nel 2025 la domanda di diplomati ITS ha toccato quota 117 mila.
Gosi, tra i soci fondatori di ITS Cremona, ne sottolinea l’efficacia ma anche i limiti legati al contesto locale: «Abbiamo sempre ospitato ragazzi in tirocinio, arrivando in diversi casi all’assunzione, e con ITS Academy abbiamo instaurato un rapporto reciprocamente proficuo. Abbiamo persino tentato di attivare un corso ITS direttamente in azienda, consorziandoci con altre realtà del territorio. Ci siamo però scontrati con la difficoltà nel reperire candidati: in questa zona siamo quasi in una condizione di piena occupazione ed è complesso intercettare persone disposte a investire nella formazione. Ciò spinge spesso i giovani a limitare lo studio e a non professionalizzarsi ulteriormente, preferendo l’ingresso immediato nel mondo del lavoro al perfezionamento delle proprie competenze».