Chiesto per Cremona lo “stato di emergenza”, ma di cosa si tratta? La road map tra tempi e benefici
Per la provincia, chiesta e ottenuta la proroga per segnalare eventuali danni: scadenza al 13 settembre. La "palla" poi passa al Consiglio dei Ministri
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Dopo la visita a Cremona del Governatore Attilio Fontana, sul territorio si è iniziato a parlare ufficialmente di “stato di emergenza“. Ma di cosa si tratta, quali sono i tempi e quali i benefici per enti e privati? Cerchiamo di fare chiarezza.
Lo stato di emergenza è una condizione straordinaria che il Governo attiva quando i danni – causati, in questo caso, dal maltempo – superano le capacità di gestione dei livelli locale e regionale. L’iter è avviato: Regione Lombardia invia a Roma, al Consiglio dei Ministri e alla Protezione Civile nazionale, una relazione dettagliata sui fatti.
Per compilarla si utilizzano i dati ottenuti tramite la Ra.S.Da (Raccolta Scheda Danni), che stimano gli impatti subiti sia dalle strutture pubbliche sia dai privati. Per quanto riguarda il nostro territorio, la Provincia di Cremona ha chiesto e ottenuto – insieme a quella di Mantova – una proroga della scadenza fino al prossimo 13 settembre.
Per i cittadini e le imprese, quindi, c’è ancora possibilità di segnalare eventuali problematiche (CLICCA QUI per maggior informazioni).
Ricevuta la documentazione e svolti i sopralluoghi tecnici, il Consiglio dei Ministri valuterà la richiesta per poi dare (si spera) il via libera con un’ordinanza a firma del Capo del Dipartimento Protezione Civile, attesa entro la fine di settembre. La stessa ordinanza andrà ad indicare anche regole e criteri specifici.
A quel punto la palla tornerà a Milano. La Regione nominerà un Commissario delegato (presumibilmente, il Direttore della direzione Generale della Civile) con il compito di stilare il piano degli interventi prioritari — partendo da urgenze e infrastrutture — da finanziare con il Fondo per le Emergenze Nazionali. La durata della misura è variabile, fissata generalmente in 12 mesi, prorogabili per altri 12.
Quali sono i vantaggi concreti?
Per i Comuni e la Pubblica Amministrazione ci saranno deroghe fondamentali al “Codice degli Appalti”, necessarie per saltare la burocrazia e avviare i cantieri d’urgenza in tempi rapidi. Diverso il discorso per privati e imprese: i rimborsi per le abitazioni e le attività economiche seguiranno un canale successivo ed extra rispetto alla prima emergenza pubblica, con le risorse che arriveranno solo in una seconda fase.
Intanto, all’ombra del Torrazzo la conta dei danni continua e la cifra finale promette di toccare numeri da capogiro (probabilmente, con più di sei zeri).