Sabato e domenica sfilano i “gioielli” del Cavec con la storica a “200 miglia” di Cremona
Tra le auto in gara la più anziana è la Lancia Lambda VII serie con carrozzeria Casaro del piacentino Gianmario Fontanella
Una settantina di auto, sabato e domenica, partecipano alla “200 Miglia di Cremona”, gara di regolarità organizzata dal Club Amatori Veicoli d’Epoca. Una edizione del tutto rinnovata rispetto al passato che si preannuncia ancora più interessante per gli equipaggi e, soprattutto, combattuta per chi intende scalare la classifica.
Per conquistare la vittoria, piloti e navigatori dovranno affrontare una sessantina di prove cronometrate, distribuite su un tracciato di circa centoventi chilometri che da Cremona arriva fino al casalasco. A loro si aggiungono una ventina di vetture impegnate nel giro turistico.
Si inizia già sabato pomeriggio dalle 17 con le verifiche in piazza Stradivari. La gara entra nel vivo domenica, sin dalla prima mattina.
“Abbiamo dovuto rivedere tutto il tracciato per far fronte alle emergenze del maltempo – spiega il presidente Claudio Pugnoli – ma abbiamo voluto che comunque si disputasse la gara. Rinnovo il mio ringraziamento a chi ha permesso di svolgere la competizione. Siamo felici di una partecipazione tanto numerosa. E siamo certi che, anche per la novità di incontrare nuove comunità, il transito delle nostre auto d’epoca saprà coinvolgere tanti appassionati anche lungo il percorso”.
Gianpaolo Limoni Scaglia, consigliere del Cavec e responsabile della gara, spiega questa edizione. “Partiremo, come ogni anno da Piazza Stradivari (la prima vettura scatterà sotto la bandiera tricolore alle 9:15). Le auto, arrivate alla pista ciclabile lungo il Po, inizieranno i tratti cronometrati. Le lancette e i display dei dispositivi di misurazione di tempo si spegneranno, insieme ai motori, solo alla conclusione della gara che, anche quest’anno, fa parte del Campionato Lombardo Challenge della Solidarietà”.
Prima di lasciare Cremona è in programma una seconda batteria di prove, nel piazzale davanti al centro fieristico. Quindi le auto arriveranno fino a Gadesco, al centro commerciale Cremona Due, dove – oltre ai pressostati – è previsto anche un controllo a timbro per catturare l’attenzione di chi si appresta allo shopping.
Il colorato serpentone attraverserà poi Vescovato, Pescarolo, Grontardo, Scandolara Ripa d’Oglio, Gabbioneta e Ostiano, prima di proseguire per Torre de’ Picenardi e Cicognolo, dove è prevista una breve pausa ristoro. Si torna quindi verso Cremona, seguendo un itinerario leggermente diverso rispetto a quello già percorso”.
La gara vera e propria terminerà una volta raggiunta la pista lungo il Po. Per il pranzo, data l’inagibilità degli spazi nel quartiere fieristico, occorrerà tornare a Solorolo, al ristorante “La Clochette”.
“Caratterizza questa edizione innanzitutto l’attraversare il territorio su cui negli anni Venti si correva il Circuito di Cremona – dichiara Limoni Scaglia. Ma poi abbiamo voluto rendere protagoniste le bellezze del territorio e quelle dei nostri comuni. Attraverseremo i centri abitati di Pieve Delmona, Vescovato, Pescarolo, Scandolara Ripa d’Oglio, Binanuova, Gabbioneta, Ostiano e transiteremo all’ombra dei castelli di San Lorenzo e Torre de’ Picenardi”.
Tra le auto in gara la più anziana è la Lancia Lambda VII serie con carrozzeria Casaro del piacentino Gianmario Fontanella. È il favorito d’obbligo e punta a riconfermarsi dopo le vittorie assolute delle ultime due edizioni. Il suo principale antagonista è il bresciano Alberto Riboldi, iscritto con una meravigliosa ed esclusiva Fiat 508 S, la Balilla Coppa d’Oro, un piccolo spider da corsa degli anni Trenta.
Tra le auto più belle, anche la Balilla Mille Miglia di Giovanni Pighi e la Siata Gran Sport di Alessandro Bardelli, un esemplare che ha partecipato alla vera Mille Miglia. E poi tante spider, perfette per un giro turistico attraverso le campagne in questa estate che sembra non finire mai. Ci sono le Giulia, come quella di Paolo Staffieri, la Triumph di Sergio Mazzoleni, o la piccola Innocenti 750 di Piergiuseppe Lovatti.
Tutte insieme compongono un vero e proprio museo viaggiante che arriva fino alle istant classic, con le Porsche e le fuoriserie costruite quando il vecchio millennio stava per finire.
Una storia lunga quanto la “200 Miglia”, gara famosa negli anni Venti e che, ancora oggi, mantiene intatto il suo fascino.