Cronaca

Il furto della borsa al Bennet e la fuga rocambolesca: condannati tre peruviani

Erano stati intercettati dopo aver derubato una donna al Bennet di Bagnolo Cremasco. Le accuse: furto, resistenza e lesioni

Nella foto, l'auto dei tre malviventi appena fermata dai carabinieri

Lo scorso marzo avevano rubato la borsa ad una donna che stava facendo la spesa al centro commerciale Bennet di Bagnolo Cremasco. All’uscita, intercettati dai carabinieri, che li stavano già monitorando, non avevano rispettato l’alt, innescando un inseguimento tra le vie del paese. In via Meucci, lo schianto della macchina dei malviventi contro un muretto di recinzione di una villetta.

A bordo di una Volkswagen Golf bianca presa a noleggio erano in tre, tutti peruviani. Per loro era scattato l’arresto. Oggi i tre, processati con il rito abbreviato, sono stati tutti condannati. Hams Miguel Otoya Salcedo, accusato di furto, 6 mesi e 333 euro di multa, mentre Humberto Ulises Romero Guete e Luis Enrique Hijar Lopez sono stati condannati ciascuno a sette mesi e dieci giorni per furto e resistenza a pubblico ufficiale. Al solo Romero, 48 anni, è stata anche comminata una multa di 347 euro per lesioni colpose nei confronti di un vice brigadiere dei carabinieri.

Il 23 marzo i tre erano stati sottoposti alla misura del divieto di dimora in provincia di Cremona, con gli obblighi di permanenza in casa nelle ore notturne e di presentazione alla polizia giudiziaria.

Il giorno del furto i peruviani erano partiti da Milano alla volta di Cremona, ma quando erano arrivati davanti al Bennet di Bagnolo avevano deciso di fermarsi. Uno aveva atteso nel parcheggio, mentre gli altri due erano entrati. Avevano poi notato una donna anziana che si aggirava tra gli scaffali e mentre uno l’aveva distratta, il complice le aveva rubato la borsa dal carrello.

Non si aspettavano che i carabinieri sapessero già del loro ingresso in territorio cremasco e fossero appostati con la macchina di servizio nei pressi del centro commerciale. L’auto dei tre uomini era infatti già stata segnalata, in quanto in uso a sudamericani dediti a compiere furti ai danni di anziani.

Una volta usciti dal parcheggio del Bennet, al conducente della Golf era stato imposto l’alt, ma l’auto non si era fermata ed era scattato l’inseguimento fino a via Meucci, dove il mezzo si era schiantato. A fornire supporto e aerocooperazione era stato anche un elicottero del Nucleo di Orio al Serio che si trovava in zona.

Durante le fasi concitate dell’arresto, un carabiniere era rimasto ferito ad un piede, colpito dalla ruota dell’auto subito dopo l’urto con il muro. Per il militare, 35 giorni di prognosi. All’interno della Golf era stata trovata la borsa della donna cremasca con all’interno il portafogli e sparse sul sedile due banconote da venti euro e una da cinque.

Davanti al giudice, dopo l’arresto, Humberto Ulises Romero Guete, residente nel milanese, con alle spalle due condanne definitive e con in corso un procedimento penale a Milano, aveva ammesso il furto, si era detto pentito e aveva chiesto scusa anche al carabiniere ferito, sostenendo di volerlo risarcire. L’uomo, che svolge lavori occasionali ed è padre di due figli minori, era alla guida ed era colui che aveva atteso i complici all’esterno. Per lui erano “conoscenti”. “Non mi sono fermato all’alt dei carabinieri perchè ho avuto paura“, aveva spiegato.

Ammissioni anche da parte di Hams Miguel Otoya Salcedo, 28 anni, anch’egli originario di Lima, residente in provincia di Varese, ora disoccupato, in passato elettricista per le ferrovie, un precedente, sposato e con una figlia piccola. Il giovane e l’altro complice, Luis Enrique Hijar Lopez, 48 anni, residente nel milanese, con un lavoro al mercato della frutta di Milano, un figlio in arrivo e un altro figlio in Spagna, erano gli autori materiali del furto della borsetta. Uno aveva distratto la vittima e l’altro le aveva preso la borsa.

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