Cronaca

Carabinieri, insediato nuovo comandante Luca Vasaturo: “Guardia alta sulla criminalità”

Legalità, giovani, prevenzione e nuove forme di criminalità: le priorità del nuovo comandante provinciale dei Carabinieri

Il colonnello Luca Vasaturo
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Un ufficiale con una lunga esperienza sia nell’organizzazione territoriale dell’Arma sia in incarichi di carattere operativo e di comando e un’esperienza anche al comando generale di Roma: questo il profilo del nuovo comandante provinciale dei Carabinieri di Cremona, il colonnello Luca Vasaturo, insediato proprio in questi giorni, ma che ha già ben chiara la sua strategia di lavoro sotto il Torrazzo.

“Il nostro obiettivo è tutelare la sicurezza della collettività” ha spiegato. “I nostri Carabinieri sono chiamati a vivere il territorio, a respirare il territorio e le dinamiche sociali, diventando una sorta di termorecettore che riesce a captare quanto accade e a inviare poi l’impulso alla struttura investigativa”.

Questo in una provincia come la nostra, con molti Comuni sparsi sul territorio, “è un presidio fondamentale, in quanto spesso il comando di stazione è l’unica articolazione dello Stato che può intercettare quelle che sono le dinamiche istituzionali, ma anche sociali, nonché qualsiasi tipo di necessità”.

UNA STRATEGIA CHE SI SVILUPPA SU QUATTRO DIRETTRICI

La strategia di lavoro di Vasaturo si sviluppa lungo quattro direttrici: “L‘attività preventiva, l’attività repressiva dei reati, l’indispensabile tutela delle vittime di reato e quella che è la funzione più storica dell’Arma, che è la rassicurazione sociale” sottolinea il colonnello, che ha già analizzato il contesto sociale cittadino.

Quest’ultimo aspetto assume un peso particolare in una provincia caratterizzata da numerosi piccoli comuni, spesso distribuiti su un territorio molto ampio. In queste realtà la stazione dei Carabinieri rappresenta spesso la presenza dello Stato più vicina ai cittadini. “Le nostre caserme si aprono ai cittadini per qualsiasi tipo di necessità”, ha sottolineato il comandante.

COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE

Vasaturo ha evidenziato anche la necessità di mantenere e rafforzare la collaborazione tra le diverse forze dell’ordine e le istituzioni del territorio. Un contesto che, per il nuovo comandante, in provincia di Cremona “è molto efficace” e che comprende “tutti gli operatori della sicurezza, sotto il coordinamento dell’autorità di pubblica sicurezza”, ossia la prefettura. A questo proposito, Vasaturo sta incontrando proprio in questi giorni le istituzioni locali. Incontri che proseguiranno per consentire una conoscenza sempre più approfondita di una provincia ampia e articolata, che comprende anche il territorio cremasco.

Il comandante ha poi spiegato di aver trovato un reparto “molto coeso” e caratterizzato da un forte spirito di collaborazione.

DIFFONDERE LA CULTURA DELLA LEGALITA’

Tra le priorità indicate da Vasaturo c’è poi il rapporto con le nuove generazioni. Per il comandante, investire sulla cultura della legalità nelle scuole rappresenta una delle strategie più importanti per la prevenzione. “L’Arma continuerà quindi a essere presente negli istituti scolastici, ma anche a ospitare gli studenti nelle proprie caserme” ha sottolineato. Un modo, secondo Vasaturo, “per ridurre la distanza fisiologica tra i giovani e le istituzioni e, contemporaneamente, trasmettere valori legati al rispetto delle persone e dei loro diritti”.

Ma la scuola può diventare anche “un osservatorio privilegiato” per intercettare situazioni di disagio e possibili forme di devianza “prima che si trasformino in fenomeni criminali”. Si parla, ad esempio, di fenomeni come bullismo e cyberbullismo, con tutto ciò che ruota attorno al mondo dei social network.

LOTTA ALLA VIOLENZA DI GENERE

Vasaturo ha richiamato anche il tema della violenza di genere, sottolineando l’importanza di lavorare non soltanto sul piano repressivo, ma anche su quello culturale ed educativo. Partendo, anche in questo caso, proprio dai giovanissimi. “L’obiettivo è contribuire a sviluppare nei ragazzi una maggiore capacità di riconoscere e rispettare l’altro, attraverso il rispetto della persona, dei suoi diritti e della sua libertà”.

ATTENZIONE ALTA SULLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

Il nuovo comandante è pronto quindi a operare in un territorio come quello cremonese, la cui apparente tranquillità cela diversi profili di rischio legati alle possibili infiltrazioni criminali.

“Ho imparato a diffidare delle situazioni apparentemente calme e piatte” ha spiegato Vasaturo, andando ad analizzare il contesto criminale del territorio, in cui “l’Arma persegue oltre l’87% dei reati denunciati”: un dato che restituisce la dimensione della presenza dell’Arma e della “conoscenza delle forme di criminalità già note”.

Ma, ha sottolineato il comandante, accanto all’attività legata ai reati denunciati esiste quella investigativa e informativa finalizzata a far emergere ciò che ancora non è conosciuto. È proprio da questa combinazione tra conoscenza del territorio, attività investigativa e analisi dei dati che “deve nascere una risposta sempre più adeguata alle esigenze di sicurezza“. Insomma, anche se gli indici non creano allarme, “non bisogna abbassare la guardia”.

Il territorio cremonese dispone infatti “di un tessuto economico considerato di eccellenza e proprio questa caratteristica può renderlo attrattivo anche per chi vuole inserirsi nell’economia legale con finalità criminali. L’attenzione deve quindi riguardare tanto la criminalità comune quanto quella organizzata, mantenendo alta la capacità di prevenzione e di intervento” prosegue il comandante.

COLLABORAZIONE DEI CITTADINI IN PRIMA LINEA

Per Vasaturo, tuttavia, la sicurezza non può essere affidata esclusivamente alle forze dell’ordine. Serve anche una cittadinanza attiva. “Il cittadino non deve essere considerato soltanto come un osservatore, ma come una parte del sistema di sicurezza collettiva” ha spiegato. “Segnalare situazioni sospette, collaborare con le istituzioni e mantenere un rapporto di fiducia con le forze dell’ordine sono elementi fondamentali di questo modello”.

In questo quadro, la sinergia tra Carabinieri, Polizia, istituzioni e cittadini rappresenta una delle principali garanzie per mantenere sotto controllo il territorio.

IL RICAMBIO GENERAZIONALE NELL’ARMA

Un altro elemento sottolineato dal nuovo comandante riguarda il ricambio generazionale, che in questi anni per il comando di Cremona è stato importante. “Aono arrivati numerosi giovani Carabinieri, anche negli organici dei comandi e delle stazioni” ha spiegato. “Una risorsa importante non soltanto in termini numerici, ma anche perché i militari più giovani appartengono direttamente alle generazioni che stanno vivendo i cambiamenti sociali più recenti”.

La sfida indicata dal nuovo comandante è dunque quella di tenere insieme tradizione e innovazione, presenza sul territorio e capacità di affrontare fenomeni criminali nuovi.

L’Arma, ha ricordato Vasaturo, ha costruito parte della propria forza proprio sulla capacità di essere al passo con i tempi. Oggi questo significa “utilizzare nuovi strumenti, ma soprattutto continuare a vivere il territorio e comprenderne le trasformazioni” ha concluso.

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