Cronaca

L’Italia e la skincare: lo studio della Cattolica sull’ossessione per il viso perfetto

Metà della popolazione fa ormai un uso regolare di prodotti per la cura della pelle

Un momento di skincare
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Lo studio condotto dall’Università Cattolica di Cremona non lascia dubbi sul fatto che all’ombra del Torrazzo e in tutta Italia si ami la skincare: un italiano su due usa ormai regolarmente prodotti per la cura della pelle, con il 45% che lo fa ogni santo giorno e ben il 35% che si spalma lozioni persino più volte al giorno, un’ossessione che coinvolge oltre 7 donne su 10 ma che vede in prima fila anche gli uomini (cremonesi e non solo) dato che un uomo su cinque cede ormai al fascino del cosmetico anti-aging, trasformando il calcetto del giovedì sera in un summit su acido ialuronico e niacinamide.

Questo quadro dipinto dai ricercatori della Cattolica si intreccia con l’allarme lanciato dagli esperti su scala nazionale, dove la ricerca spasmodica di una pelle da copertina senza la minima imperfezione ha dato vita tra i più giovani alla cosiddetta “cosmeticorexia”, una vera e propria ossessione compulsiva alimentata dal martellante “effetto TikTok” e dai consigli continui degli influencer.

Un meccanismo che spinge la Generazione Alpha (ragazzini di 8 – 14 anni) a collezionare cosmetici e trucco di alta gamma pensati per adulti, col rischio — ricordato dal dermatologo Giovanni Damiani dell’Università Statale di Milano e dallo psicologo Alberto Stefana dell’Istituto Superiore di Sanità su Dermatology and Therapy — che l’abuso estivo di acidi esfolianti, cosmeceutici ad alta concentrazione e retinoidi finisca solo per disintegrare la barriera cutanea scatenando dermatiti.  Quando per far stare bene basterebbero un po’ d’acqua fresca, un detergente delicato, una passeggiata in Piazza del Comune sorridendo e una vittoria della Cremo. Tutto senza filtri.

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