Cronaca

The Living Wall: una parete idroponica al Politecnico tra ingegneria e sostenibilità

The Living Wall nasce nell'ambito dei Cantieri della Sostenibilità del Politecnico di Milano, gruppi di lavoro che coinvolgono la comunità politecnica per trasformare idee innovative sui temi dello sviluppo sostenibile in progetti concreti per l'Ateneo

La parete idroponica inaugurata al Politecnico
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Un progetto di didattica innovativa, nato nel campus del Politecnico Città di Cremona, che coinvolge gli studenti di Ingegneria dell’Agricoltura e non solo. È stata inaugurata nell’area relax della biblioteca una parete idroponica, un sistema verticale che permette la coltivazione di piante senza l’uso del terreno. “Questa piccola parete contiene tanti messaggi – commenta la rettrice del Politecnico di Milano Donatella Sciuto – il fatto di lavorare in gruppo, di lavorare partendo da competenze diverse, partendo e mettendo insieme discipline diverse e lavorando anche per la sostenibilità. Quindi è veramente un messaggio in cui si fa vedere che la formazione non è soltanto quello che si impara in classe, ma è anche quello che si può fare al di fuori delle classi. Passion in action così abbiamo chiamato questo programma, che mette insieme studenti e docenti per un progetto comune veramente molto bello.

A coordinare i ragazzi in questo progetto il prof. Andrea Turolla, docente di Ingegneria dell’agricoltura: “E’ Una forma innovativa di agricoltura che è la vertical farming, l’agricoltura verticale.  In particolare qua si parla di idroponica, colture fuori suolo, solo in presenza di acqua, per la coltivazione di alcune colture autoctone che riescano a dare un contributo estetico e di benessere alla popolazione della biblioteca in cui la parete è installata. Sarà dunque un’area benessere partecipata dove anche gli studenti metteranno le loro mani nel contribuire alla vita del campus. Gli studenti potranno interagire direttamente: “Sì, in maniera più o meno tecnica, nel senso che potranno farlo come agricoltori, come giardinieri della parete, ma anche prendendosene proprio cura da un punto di vista tecnico, montando sensori, monitorando la qualità di salute delle piante, monitorando la qualità dell’aria, quindi unendo le competenze da agronomi, come quello che studiano, alle componenti più ingegneristiche, tipiche di quello che fa un ingegnere dell’agricoltura”.

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