Avvocati in sciopero: quasi totale la partecipazione dei penalisti cremonesi
I temi "caldi" della protesta: le violazioni del diritto di difesa, l’emergenza carceraria, il progressivo deterioramento del giusto processo
Partecipazione quasi totale dei penalisti cremonesi all’astensione dalle attività giudiziarie indetta dall’Unione Camere Penali dal 23 al 29 settembre proclamata per denunciare la violazione della riservatezza dei colloqui tra difensori e assistiti avvenuta presso il carcere di Perugia.
Oggetto dello sciopero sono inoltre l’emergenza carceraria, le condizioni disumane di detenzione, l’arretramento generale delle garanzie e dello Stato di diritto e il progressivo deterioramento del giusto processo.
Di “risultati ampiamenti positivi” all’adesione allo sciopero ha parlato l’avvocato Marilena Gigliotti, presidente della Camera Penale di Cremona e Crema. “I temi sono largamente condivisi dai penalisti”, ha detto la presidente, che ha fatto sapere che martedì 29 settembre al Palagiustizia di Brescia ci sarà un’assemblea dedicata alla discussione dei temi “caldi” dai quali è scaturita la necessità di astenersi. Incontro che vedrà anche la partecipazione di due importanti giuristi, Oreste Dominioni e Gaetano Pecorella, che “daranno un contributo alla comprensione dei temi che stanno a cuore dell’avvocatura.

“Nel nostro paese”, ha aggiunto la presidente, “stiamo assistendo ad un progressivo deterioramento di quelle che sono le garanzie costituzionali, ad un indebolimento del giusto processo, ed è giusto che l’avvocatura penalista prenda posizione su questi temi, in assenza di risposte adeguate da parte delle istituzioni.
Ci sono temi come l’elevato tasso di suicidi nelle carceri, le condizioni in cui vivono i detenuti, cosa che viola tutti i diritti umani, c’è il problema del sovraffollamento carcerario. Bisogna che lo Stato si faccia carico di quella che è ormai è diventata una vera e propria piaga sociale. Questa astensione ha anche la finalità, tramite questo grido di dolore e appello corale, di cercare di sensibilizzare la società civile e tutte le istituzioni”.
Dal 5 al 7 ottobre, invece, torneranno a protestare i magistrati onorari per chiedere una soluzione alla condizione dei circa 1.300 giudici e viceprocuratori nominati dopo il 2017, rimasti fuori dal percorso riservato ai colleghi entrati in servizio prima della riforma Orlando.
La contestazione nasce dalle differenze economiche e giuridiche che, secondo la categoria, continuano a separare i magistrati onorari post 2017 dagli altri colleghi.