Comissione Vigilanza, minoranza chiede modifica numero legale per convocazione
Presentato ordine del giorno, primi firmatari Matteo Carotti e Maria Vittoria Ceraso: "La Commissione di Vigilanza deve poter svolgere sempre la propria funzione"
Contestualmente alla seduta del Consiglio Comunale di Cremona del 23 settembre 2026 è stato depositato un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i Consiglieri comunali di minoranza, per modificare le regole sul numero legale della Commissione consiliare di Vigilanza.
Primi firmatari dell’ordine del giorno sono Matteo Carotti, Consigliere comunale di Fratelli d’Italia, e Maria Vittoria Ceraso, Consigliere comunale della Lista Civica Oggi per Domani.
“La Commissione ha il compito di verificare la legittimità, la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa, nonché gli atti e i procedimenti del Comune e degli enti che gestiscono servizi pubblici comunali” commentano i consiglieri. “Non a caso, Presidenza e Vicepresidenza sono riservate ai Consiglieri di minoranza”.
L’attuale regolamento prevede che il numero legale sia determinato attraverso il voto ponderato: per rendere valida la seduta, i commissari presenti devono rappresentare almeno 17 Consiglieri su 32. “In questo modo, la mancata partecipazione della maggioranza può impedire lo svolgimento dei lavori, anche quando la convocazione è stata richiesta dalla minoranza” sottolineano ancora Carotti e Ceraso.
L’ordine del giorno chiede quindi di modificare il Regolamento del Consiglio Comunale, prevedendo per la sola Commissione di Vigilanza un quorum determinato “per teste”, sulla base dei commissari effettivamente presenti, e una seconda convocazione con numero legale ridotto.
“La proposta non modifica gli equilibri politici né attribuisce nuovi poteri deliberativi alle minoranze: la Commissione svolge infatti funzioni ispettive, di controllo e di garanzia, senza adottare atti aventi rilevanza esterna” concludono ancora i firmatari. “La Commissione di Vigilanza deve poter svolgere sempre la propria funzione. Il controllo democratico non può dipendere da una concessione della maggioranza consiliare”.