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Juvi a Pesaro, coach Marco Cardani: “Serviranno 40 minuti di consistenza difensiva”

Domenica alle 18 gli oroamaranto alla Vitrifrigo Arena contro l'Orange Tools. Il coach: "Squadra dal grande potenziale offensivo, dovremo limitare i tiri aperti". Corvalán ha ripreso ad allenarsi, ma resta in dubbio

La Juvi al termine della sfida con Brindisi al PalaRadi
Fill-1

La Ferraroni Juvi Cremona è attesa domenica 4 ottobre alle 18 dalla prima trasferta del campionato sul campo dell’Orange Tools Pesaro e Marco Cardani indica tra le priorità la volontà di limitare il potenziale offensivo di una squadra che all’esordio ha già mostrato quanto possa essere pericolosa. “Ci aspettiamo di giocare contro una squadra offensivamente molto importante, che ha già fatto vedere tutto il proprio potenziale sul campo di Cento, tirando quasi con il 60% da tre punti e segnando quasi 100 punti. Fa del talento individuale, soprattutto al tiro, un grande punto di forza”.

Cardani sottolinea la profondità a disposizione di Pesaro, un potenziale destinato ad aumentare davanti al pubblico della Vitrifrigo Arena: “Offensivamente sarà una squadra difficile da affrontare per tutte in questo campionato, ancora di più sul proprio campo, dove può prendere fiducia. Il nostro primo obiettivo sarà limitare le opportunità di tiro aperto, cercando di contestare ogni conclusione e sporcare le loro percentuali”.

La strada parte inevitabilmente da quanto fatto nella sconfitta 66-59 contro Brindisi. La Juvi è riuscita a contenere una delle squadre più attrezzate della Serie A2, ma per Cardani non basta replicare quella prestazione: “Un conto è farlo in casa e un conto in trasferta. Dobbiamo fare un ulteriore step e dimostrare ancora più maturità e consistenza difensiva in tutti gli aspetti. Contro Brindisi siamo stati molto bravi a lungo a far costruire tiri contestati, anche se non sempre abbiamo fatto un buon lavoro a rimbalzo. Negli ultimi due o tre minuti, però, abbiamo concesso tre tiri aperti e loro ne hanno segnati due”.

Da qui la richiesta di maggiore continuità: “Dovremo averla per tutti i 40 minuti, soprattutto in trasferta e contro una squadra che ha ancora più pericolosità perimetrale rispetto a Brindisi”.

Sul fronte dell’infermeria, arrivano intanto segnali positivi da Facundo Corvalán, fermo dalla preseason per la lesione muscolare al bicipite femorale sinistro. Il play ha ripreso ad allenarsi, ma la sua presenza a Pesaro verrà decisa soltanto dopo le ultime sedute. “Corvalán ha ricominciato ad allenarsi. Non sappiamo ancora se sarà della partita, dipenderà dagli ultimi allenamenti. È un giocatore per noi determinante e abbiamo bisogno che sia al meglio. Anche se dovesse giocare qualche minuto domenica, non sarà ancora al massimo: ci aspettiamo di recuperarlo pienamente nel giro di due o tre settimane“.

In settimana Cardani ha lavorato anche sull’attacco, senza però mettere in discussione il sistema dopo le basse percentuali dell’esordio: “Abbiamo lavorato sulla volontà di continuare a costruire buoni tiri. Ne abbiamo sbagliati tanti, soprattutto nel secondo tempo contro Brindisi, ma non dobbiamo snaturarci per questo. Dobbiamo continuare a lavorare sulla costruzione attraverso il nostro sistema, sia in campo aperto sia a metà campo. Vogliamo tirare con percentuali diverse ed essere più consistenti anche nelle conclusioni in avvicinamento. Tutti parlano dei liberi e dei tiri aperti che abbiamo sbagliato, ma abbiamo lasciato per strada anche una decina di punti in appoggio che gridano ancora vendetta”.

A sostenere il lavoro quotidiano c’è infine un aspetto sottolineato anche da Cicchetti e Barbante dopo la prima giornata: la chimica costruita rapidamente all’interno del gruppo. “Abbiamo tanti giocatori che si trovano in un momento simile della loro carriera, che stanno entrando nel loro prime fisico, tecnico e di comprensione del gioco. Hanno obiettivi condivisi e questo favorisce la creazione della chimica di squadra e aiuta molto nel lavoro in settimana e nel superare insieme le difficoltà. È un gruppo sano, che lavora molto bene e che fin da subito ha avuto la forza di costruire un legame molto forte, anche al netto delle assenze per infortuni o dei ritardi, soprattutto dei due stranieri”.

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