Cronaca

Fida alleata o nuova dipendenza? L’intelligenza artificiale tra le mani dei cremonesi

L'intelligenza artificiale è diventata ormai parte della vita di tutti. Attenzione però ai rischi: il limite tra uso e abuso è sempre più sottile. Da qui una semplice domanda: come comportarsi?

Il servizio di CR1
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C’è chi dialoga con Gemini chiedendo le cose più disparate; chi usa Claude per creare immagini e locandine; e chi, ormai, si fa fare persino la lista della spesa da ChatGPT.

Inutile girarci intorno: che si tratti di giovani o meno giovani, l’intelligenza artificiale è entrata a gamba tesa nella nostra quotidianità. Avere la risposta pronta in tasca, a portata di click, è una gran comodità. Ma i ritmi di vita si fanno sempre più frenetici e la tentazione di delegare tutto alle macchine è forte.
Il limite tra uso e abuso si è fatto sottilissimo, col rischio di scivolare – quasi senza accorgersene – in una nuova forma di dipendenza tecnologica.

Comunque sia, la verità sta nel mezzo: l’Ia può e deve essere una fida alleata, ma attenzione a non firmarle metaforici “assegni in bianco”. Anche perché sarà pure intelligenza… ma resta pur sempre artificiale.

E i cremonesi, come la pensano? Ecco cosa ci hanno raccontato.

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