Cronaca

Cremona, boom dell’affitto di stanze: in sette anni contratti più che triplicati

Cresce il peso delle università e degli studenti nel mercato degli affitti: a Cremona aumentano le richieste di stanze e soluzioni abitative condivise, anche per contenere i costi

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A Cremona trovare casa significa sempre più spesso non prendere in affitto un appartamento intero, ma soltanto una parte. Il fenomeno emerge con forza dai numeri delle locazioni: nel 2018 erano 123 i nuovi contratti relativi a porzioni di abitazione, mentre nel 2025 sono arrivati a 432. In sette anni il mercato è cresciuto del 251%.

È una trasformazione significativa per una città che, pur rimanendo lontana dai numeri delle grandi realtà universitarie e metropolitane, vede aumentare il ricorso a forme di abitare condiviso. La stanza, dunque, si ritaglia uno spazio sempre più importante nel mercato degli affitti cremonese. Il dato rientra nell’analisi dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate ripresa dal Sole 24 Ore. Il confronto con gli altri capoluoghi mostra quanto sia marcata la crescita registrata a Cremona. A livello nazionale, infatti, le locazioni parziali sono aumentate del 71,8% tra il 2018 e il 2025. La crescita cremonese è quindi più di tre volte quella media.

Attenzione, però, ai numeri assoluti. Le 432 locazioni registrate nel 2025 rappresentano un volume molto più contenuto rispetto alle migliaia di contratti delle principali città italiane. Milano, per esempio, è passata da circa 16 mila a quasi 29 mila locazioni parziali nello stesso periodo. Brescia è salita da 1.005 a 2.303, mentre Bergamo è passata da 796 a 2.134.

Cremona si distingue quindi soprattutto per la velocità con cui il fenomeno si è sviluppato. Da poco più di cento contratti in un anno si è arrivati a oltre quattrocento. Un cambiamento che suggerisce una domanda abitativa sempre più diversificata e meno legata al modello tradizionale dell’appartamento preso in affitto per intero.

A spingere il mercato delle stanze non sono soltanto gli studenti. La platea comprende anche lavoratori che si trasferiscono temporaneamente, persone che hanno bisogno di una sistemazione per periodi limitati e chi sceglie di condividere un’abitazione per ridurre la spesa mensile.

È proprio il fattore economico uno degli elementi da tenere in considerazione. Affittare una stanza permette infatti di accedere al mercato della locazione con un esborso inferiore rispetto a quello necessario per sostenere da soli un appartamento. Una soluzione che può diventare particolarmente interessante quando il costo complessivo dell’abitare cresce e il reddito non aumenta allo stesso ritmo.

Anche la tipologia dei contratti conferma questa maggiore mobilità. Nel 2025, considerando complessivamente i capoluoghi italiani, circa tre quarti delle nuove locazioni di porzioni immobiliari risultavano legate a contratti transitori o a studenti. Sono formule pensate per chi non cerca necessariamente una casa definitiva, ma una soluzione adeguata a una fase specifica della propria vita.

Il caso cremonese si inserisce dunque in una trasformazione più ampia del mercato immobiliare. La casa non viene più considerata soltanto come un’unità da affittare nella sua totalità: sempre più spesso viene suddivisa e condivisa, seguendo le esigenze e le possibilità economiche di chi cerca un alloggio. Il +251% registrato in sette anni racconta così qualcosa che va oltre il semplice aumento dei contratti. Dice che anche a Cremona sta cambiando il modo di abitare e di cercare casa. E che, per una quota crescente di inquilini, la soluzione non è più necessariamente avere un appartamento tutto per sé, ma trovare una stanza sostenibile all’interno di un’abitazione condivisa.

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