Economia

Formaggi Dop e Igp più sostenibili (e buoni) di quelli sintetici: lo studio della Cattolica

I risultati sono stati presentati oggi al Misaf nell'ambito del convegno organizzato dall'Associazione Formaggi Italiani Dop e Igp presieduto da Antonio Auricchio

Antonio Auricchio e Alessandro Beduschi durante il convegno di oggi al Ministero dell'Agricoltura
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Si è svolto oggi a Roma, presso il Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, l’incontro “Il futuro del formaggio DOP e IGP è nella tradizione”. Al centro dell’incontro promosso da Afidop (Associazione Formaggi Italiani Dop e Igp) e dal Ministero dell’Agricoltura lo studio dell’Università Cattolica sui cibi sintetici e hi-tech.

In un contesto in cui le nuove tecnologie alimentari rischiano di essere percepite, senza un’adeguata valutazione, come soluzioni più sostenibili rispetto a produzioni tradizionali – legate a sistemi di allevamento convenzionale e territori – come quelle che caratterizzano i formaggi DOP e IGP, la ricerca ha voluto misurare con rigore scientifico i passaggi chiave della fermentazione di precisione (per produrre proteine del latte) e della carne coltivata in vitro, analizzando parametri decisivi come rese produttive, sicurezza alimentare, impronta chimica, reale sostenibilità del ciclo di vita (LCA).

I dati scientifici parlano chiaro: le alternative sintetiche affrontano rese microscopiche, costi esorbitanti e un’impronta ecologica che, all’interno di un laboratorio energivoro, supera quella della zootecnia reale.
L’incontro ha visto la partecipazione dei rappresentanti del settore e delle istituzioni. Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha commentato i risultati emersi: “L’Italia è stata pioniera nel vietare i cibi sintetici per tutelare la salute pubblica e il lavoro dei nostri agricoltori.

I dati della Cattolica ci danno ragione: i laboratori consumano più della zootecnia tradizionale e offrono cibi qualitativamente inferiori. Continueremo a difendere il modello agroalimentare italiano, che garantisce qualità reale e sostenibilità vera”.

Questo studio, ha aggiunto il Presidente di Afidop, Antonio Auricchio, “conferma scientificamente ciò che i produttori sostengono da tempo: l’eccellenza dei nostri formaggi Dop e Igp, legata a doppio filo ai territori, alla biodiversità e a saperi secolari, non è replicabile in un bioreattore. La transizione ecologica si fa sostenendo gli allevatori e i trasformatori, non inseguendo chimere tecnologiche inefficienti che offrono solo surrogati incompleti”.

“Sono contentissimo – ha aggiunto Auricchio – prima di tutto perché il Ministro Lollobrigida ci ha dato questa sala stupenda, il che vuol dire che era stupenda la ricerca che abbiamo fatto. Oltretutto, io che difendo sempre i formaggi DOP e IGP e le tradizioni, le ricette, la vigilanza che diventa determinante per un formaggio DOP e la bontà dei prodotti, dico sempre che non si può mai arretrare nel discorso qualitativo per vincere le sfide mondiali. Mi serviva uno studio fatto dal grande professor Cocconcelli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per fare vedere le differenze che ci sono tra un prodotto tradizionale antico come quelli che io amo e che difendo e un prodotto fatto in laboratorio, ovvero la proteina può essere simile, quello che è molto diverso è tutto il resto”.

“Io continuo a scegliere il DOP, ma la cosa che mi ha interessato nella ricerca, che ovviamente era super partes, è stato che con grande soddisfazione è stato verificato come il prodotto tradizionale sia più sostenibile rispetto a un prodotto fatto in laboratorio. Quindi per il momento sono molto contento e devo dire che nell’ambito del Ministero abbiamo la benedizione dalle autorità e dal Ministro Lollobrigida.”

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