Gastroenterite e malesseri intestinali, a letto anche tanti cremonesi
Nausea, vomito, crampi e forte debolezza: diversi cremonesi alle prese in questi giorni con disturbi gastrointestinali. Le parole del medico
Sono molti i cremonesi, dagli adulti ai bambini, che in questi giorni stanno facendo i conti con una gastroenterite o, più in generale, con disturbi gastrointestinali che in alcuni casi arrivano all’improvviso e costringono a qualche giorno di riposo. Nausea, vomito, crampi e dolori addominali, senso di debolezza e talvolta anche qualche linea di febbre sono i sintomi più frequentemente raccontati da chi si è trovato alle prese con questi malesseri. In alcune famiglie il disturbo sembra inoltre essersi presentato a distanza di poche ore o di pochi giorni tra una persona e l’altra, un elemento che fa pensare a forme facilmente trasmissibili.
“Le gastroenteriti, che vediamo spesso in alcuni periodi dell’anno, dipendono da virus che in generale possono essere sia virus respiratori che intestinali . Danno dei sintomi spesso iperacuti, soprattutto in alcuni sottogruppi di pazienti, come possono essere pazienti più fragili, quindi anziani purtroppo con comorbilità, tante volte anche pazienti oncologici o, per esempio, in ambiente pediatrico, scolastico” spiega il dottor Roberto Grassia, direttore dell’unità operativa di endoscopia digestiva e gastroenterologia dell’Asst di Cremona. “Raramente all’interno di queste gastroenterite infettive abbiamo invece eziologie batteriche che vanno ovviamente ricercate in maniera più specifica”. Come combattere questi momenti di malessere? “Generalmente l’idratazione è quello che cerchiamo di fare nella maggior parte dei casi, solo nei casi gravi abbiamo la necessità, soprattutto in particolari tipi di pazienti, di trattare il paziente per via endovenosa, quindi integratori che possono essere anche a base di sali minerali, sono importanti nelle diarree, molto importanti, e sintomatici che vanno a coprire sia l’aspetto nausea-vomito sia l’aspetto ovviamente della diarrea. Accorgimenti dietetici sono l’ultimo pezzetto del puzzle in quanto ovviamente in una fase iperacuta preferiamo semplicemente mantenere l’idratazione e non far mangiare il paziente e nelle fasi successive in genere instauriamo dei regimi alimentari a scarso o nulla contenuto di lattosio e fibre, questo per coprire banalmente solo l’aspetto sintomatico”.
L’invito è soprattutto a prestare attenzione ai sintomi, riposare, mantenere una buona idratazione e adottare le normali misure igieniche per evitare che eventuali forme infettive possano passare da una persona all’altra.