San Francesco nell’arte: tre conferenze gratuite al Centro Pinoni di Cremona
Il Centro Pinoni promuove “San Francesco nell’arte”, un ciclo di tre conferenze ad ingresso libero dedicato alle immagini del santo di Assisi, dalle prime rappresentazioni ai linguaggi artistici contemporanei. Gli incontri si terranno nei venerdì 16 ottobre, 23 ottobre e 6 novembre 2026, tutti con inizio alle 21, presso il salone Carelli 5, davanti alla Chiesa di San Bernardo.
L’iniziativa propone un itinerario per osservare come la figura di Francesco sia stata raccontata, interpretata e talvolta reinventata nel corso di otto secoli. Ogni serata affronta una stagione precisa di questo percorso e ne mette in luce i linguaggi, le scelte formali e le ragioni culturali e religiose che le hanno ispirate. Le opere d’arte diventano così una fonte per comprendere come cambino, di epoca in epoca, lo sguardo sul santo e il modo di intendere la sua testimonianza.
Il primo appuntamento, venerdì 16 ottobre, s’intitola “Il volto ritrovato: le prime immagini del santo”. La conferenza è dedicata alle più antiche raffigurazioni di Francesco, realizzate a ridosso della sua vita e della sua morte, quando la memoria del santo era ancora vicina e la sua canonizzazione imponeva di fissarne l’aspetto in modo riconoscibile. Si ricostruirà come i primi artisti abbiano lavorato tra fedeltà al modello, indicazioni delle fonti scritte ed esigenze devozionali, dando forma a un’iconografia fatta di abito, gesti e attributi.
Al centro della serata c’è anche una domanda che accompagna da sempre questi dipinti: quanto di quei tratti corrisponda al volto reale di Francesco, e quanto sia invece frutto di una costruzione visiva destinata a durare nel tempo. Il secondo incontro, venerdì 23 ottobre, “Luce ed estasi, Francesco dal Rinascimento al Barocco”. Il tema è il passaggio da un’immagine ancora legata al racconto della vita del santo a una rappresentazione che privilegia la sua esperienza interiore.
Tra Quattrocento e Seicento la pittura esplora il rapporto con la luce, il momento del rapimento mistico, il dialogo tra la figura e lo spazio naturale, e lo fa con strumenti nuovi: la prospettiva, lo studio dell’anatomia, il chiaroscuro, la forza emotiva del gesto. Il confronto tra la compostezza rinascimentale e la teatralità barocca permetterà di leggere come mutino la sensibilità religiosa e il modo di dipingere la santità, e perché proprio Francesco sia diventato uno dei soggetti prediletti di questa ricerca. Il ciclo si conclude venerdì 6 novembre con “Un santo per il nostro tempo, dall’Ottocento a oggi”.
L’ultima conferenza prende in esame le letture che l’età moderna e contemporanea hanno dato di Francesco, dalla riscoperta ottocentesca del suo messaggio e del suo mondo fino alle interpretazioni degli artisti più recenti. In un periodo di grandi trasformazioni sociali, la sua figura è stata associata a temi come la povertà scelta, la pace, il rapporto con il creato e la fraternità tra le persone, e ha trovato espressione in pittura, scultura e altri linguaggi visivi. Si discuterà di come queste immagini dialoghino con l’attualità e di che cosa lo rendano ancora un riferimento riconoscibile per il pubblico di oggi.