Cronaca

Battuta d’arresto per il data center a Pozzaglio, stop a procedimento preliminare Suap

Il Comune chiude la Conferenza di servizi preliminare per il progetto Green 1. I firmatari della diffida rivendicano le contestazioni sollevate a luglio. Il sindaco Biondo Caruccio: "Sono cambiate le procedure, ora serve un altro iter"

Il render del Data center a Pozzaglio

Si torna a parlare del data center di Pozzaglio ed Uniti, che in questi giorni ha subito una battuta d’arresto rispetto all’iter autorizzativo inizialmente avviato. Il Comune ha infatti chiuso il procedimento relativo alla Conferenza di servizi preliminare nell’ambito del Suap per il progetto Green 1.

La ragione, secondo quanto riferito dal sindaco Biondo Caruccio, è il cambiamento delle norme e delle procedure applicabili: il percorso inizialmente seguito non è più ritenuto utilizzabile e sarà necessario individuarne un altro.

La chiusura non equivale quindi a un diniego definitivo né all’abbandono dell’insediamento. L’amministrazione attende il progetto esecutivo del promotore, che potrebbe presentare una richiesta di piano attuativo in variante al Piano di governo del territorio (Pgt). Restano da definire i passaggi necessari per portare avanti il progetto, mentre è aperto il confronto sulla sua compatibilità urbanistica e ambientale.

La decisione viene letta dai firmatari della diffida presentata il 16 luglio come una conferma delle contestazioni sollevate nei confronti dell’iter originario. “La nostra diffida aveva colto nel segno” commentano gli avvocati Cristina Mandelli e Giovanni Siniscalchi, Maria Grazia Bonfante, Ferruccio Rizzi ed Enrico Duranti.

“Le nostre non erano generiche preoccupazioni, ma precise contestazioni giuridiche: il difetto di competenza autorizzatoria del Comune, l’artificioso frazionamento di un intervento unitario e la mancanza della necessaria conformità urbanistica” scrivono in una nota i firmatari.

“Avevamo evidenziato che, in ragione della potenza termica nominale dichiarata di circa 1.000 MWt, la competenza autorizzatoria doveva essere ricondotta al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e che non era ammissibile utilizzare una variante urbanistica comunale per anticipare e condizionare le valutazioni ambientali sull’intero insediamento”.

Dunque, per i detrattori dell’impianto, la decisione di chiusura del procedimento Suap  preliminare è una implicita ammissione, da parte del sindaco, “che il percorso originariamente intrapreso non è più applicabile, che il progetto presentato non è urbanisticamente conforme e che il procedimento unico autorizzativo per i Data Center compete all’autorità individuata dalla normativa nazionale in materia di Aia” scrivono ancora.

“Proprio le questioni che avevamo sollevato nella nostra diffida. Eppure, nel parere conclusivo, della diffida del 16 luglio non compare neppure una citazione. Una circostanza quantomeno singolare, considerato che il Comune affronta oggi questioni che avevamo formalmente denunciato tre mesi prima. Non ci interessano riconoscimenti. Ci interessa che venga preso atto di un fatto: le criticità che avevamo evidenziato erano concrete, fondate e tutt’altro che allarmistiche”.

La vicenda, tuttavia, non è conclusa. I firmatari ricordano di aver presentato il 16 settembre anche osservazioni alla Valutazione ambientale strategica (Vas) della Variante generale al Piano di governo del territorio, chiedendo lo stralcio dell’ambito AT02, che consentirebbe l’insediamento di data center su circa 35 ettari di territorio prevalentemente libero.

“Abbiamo contestato il consumo di suolo, le interferenze con il reticolo idrico e la rete ecologica, l’insufficiente valutazione delle alternative e, soprattutto, la mancata adeguata dimostrazione di uno specifico interesse pubblico che giustifichi il mantenimento di una trasformazione di tali dimensioni” si legge nella nota.

“Non si può prima modificare la pianificazione per rendere possibile un insediamento e poi considerare quella scelta come un presupposto ormai acquisito. Le valutazioni ambientali devono essere effettive e le alternative devono essere esaminate “Il Comune prospetta ancora un possibile Piano Attuativo in variante al Pgt, mentre nella Variante generale rimane la previsione AT02″ chiariscono.

Di diverso avviso il sindaco di Pozzaglio ed Uniti, Biondo Caruccio, che riconduce la chiusura del procedimento al mutamento delle regole da seguire. “Sono semplicemente cambiate le procedure” spiega. “Le nuove normative del Governo e della Regione comportano che la procedura iniziale non sia più accettabile. Prima con il Suap si poteva fare tutto, ora sono semplicemente cambiate le leggi”.

Secondo il primo cittadino, peraltro, gli incontri fatti sinora con le altre amministrazioni sono comunque stati importanti, in quanto “ci hanno permesso di comprendere gli orientamenti degli altri enti coinvolti” sottolinea. “Ora abbiamo avvisato il promotore del progetto delle nuove problematiche. Dunque noi siamo fermi, ora la palla passa a loro”.

Il prossimo passaggio, secondo Caruccio, sarà attendere il progetto esecutivo, sulla base del quale il promotore potrà chiedere un piano attuativo in variante al Pgt. Il sindaco precisa inoltre che il Piano di governo del territorio è attualmente in una fase avanzata del proprio iter e che l’approvazione è prevista entro l’inizio del 2027, “ma questo percorso è distinto dalla vicenda del data center” conclude Caruccio.

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