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L’Europa impone un sito per le scorie Caorso discarica nazionale dell’atomo?

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Sul futuro del nucleare in Italia si sono espressi chiaramente i cittadini nell’ultimo referendum. Rimane, però, ancora senza soluzione il problema delle scorie già prodotte. Un problema che interessa anche la vicina Caorso, sede di una centrale nucleare ora in fase di dismissione. Da Bruxelles è arrivata proprio nelle ultime ore la nuova direttiva sullo stoccaggio delle scorie. A tutti gli stati membri sarà imposta la realizzazione di un deposito, con l’Ue che spinge per bunker sotterranei profondi da 100 a 700 metri, dotati di un rivestimento interno di granito. Entro il 2015 ogni stato dovrà recepire la direttiva e pubblicare progetti dettagliati ed è inoltre previsto che i cittadini dei territori limitrofi al deposito dovranno essere coinvolti e informati sui progetti.

Proprio il sindaco di Caorso, Fabio Callori, presidente della consulta Anci Comuni sede di servitù nucleari ha accolto positivamente la direttiva: “Il varo, da parte dell’Unione Europea, della nuova legislazione in materia di gestione ed esportazione delle scorie radioattive è un importante passaggio”. “Gli sapetti positivi che la direttiva presenta sono molti – aggiunge Callori – ad esempio il fatto che il deposito debba essere per tutti gli stati, sia per quelli che utilizzano l’energia nucleare sia per quelli che l’hanno già dimessa e, soprattutto, porre il 2015 come termine improrogabile per presentare un progetto serio”.

Il ‘cuore’ di Arturo, la centrale a pochi chilometri da Cremona, è ancora intatto. E i rifiuti nucleari spediti in Francia proprio da Caorso per il riprocessamento non hanno detto addio alle nostre zone. Torneranno in Italia entro il 2025, trasportati in undici contenitori speciali. E non è detto che non torneranno proprio qui, a poca distanza da Cremona. Lo smantellamento di Arturo dovrebbe essere ultimato (secondo i programmi) nel 2019. Tutto, però, può tornare in discussione. L’Ue ha dato un’accelerata per l’individuazione dei depositi nazionali: quello italiano potrebbe investire proprio il territorio caorsano.

 

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