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Ztl, i commercianti chiedono i varchi aperti: raccolte 250 firme

La nuova Ztl allargata preoccupa i commercianti. Tanto che, con 250 firme, chiedono al Comune di aprire completamente i varchi, anziché chiuderli. Insomma, esattamente l’opposto di quanto invece sta programmando di fare l’amministrazione. Una polemica già emersa nei giorni scorsi e che ora è stata messa nero su bianco. Nel documento si manifesta preoccupazione per il progetto e si chiede a Galimberti e alla sua Giunta un periodo di sperimentazione di sei mesi in cui i varchi di via Manzoni e via Verdi restino completamente aperti.

“Si tratta di una raccolta di firme –  spiega il presidente Ascom Fausto Casarin –  realizzata in poche ore. Il dato significativo non è nel numero. Ma piuttosto nel fatto che la posizione sia chiara e unanime. C’è qualche eccezione ma sono casi isolati. In tutto il centro storico non raggiungono la decina. Se ci fosse stato un referendum sulla ZTL oltre il 90% avrebbe bocciato il piano del Comune. Ne traggano, gli amministratori, le logiche conseguenze”.

“Sin dal primo momento abbiamo deciso di ascoltare le aziende, anche a costo di risultare impopolari. –  continua il presidente Casarin – Lo abbiamo fatto in occasione delle assemblea in sala Maffei. E anche la raccolta di firme è una ulteriore testimonianza di democrazia partecipata delle aziende del nostro settore alla vita della città. Sarebbe imbarazzante se una espressione così forte non dovesse trovare adeguata considerazione. Tanto più che il documento è stato fatto proprio non solo dai nostri iscritti ma dai negozianti di ogni associazione e anche da qualche artigiano”.

“Ora – conclude Casarin – lo affidiamo al Duc. E riteniamo che tutti i soggetti che fanno parte del distretto del commercio dovrebbero trarne utili indicazioni. In particolare chi, fino ad oggi, non ha fornito alcuna indicazione specifica e si è limitato a dichiarazioni generiche che possono significare tutto e il suo contrario. Sappiamo che una decisione è ormai incombente. L’hanno capito chiaramente le imprese che non nascondono la loro preoccupazione. Come associazione non abbiamo dubbi sulla direzione da seguire. Questa raccolta di firme ne è una ulteriore testimonianza”.

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