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La benzina fa il record, la Politica fa il cabaret

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Pronti, via, tutti al mare e gli ingordi che fanno? Puntuali come i treni di Tokyo o i postini svizzeri (almeno quelli di una volta) ecco che ti rifilano la stangata della benzina. Le ultime dai distributori dicono che in certe pompe si é già arrivati al record di 1,613 euro per un litro di verde. Gli affari sono salvi. Nessuno in Europa è bastonato come noi. Hanno voglia di strillare le associazioni dei consumatori. Esso e Q8 – le compagnie del randello – sono più forti. Allora che facciamo? Facciamo come gli “indignados” in Spagna che, figli della crisi e nemici di tutti i partiti, sono scesi in piazza a turbare i sonni dei pingui lorsignori? E cosa hanno ottenuto?

Si dirà: questo è compito della Politica. Giusto. Ma quale Politica? La nostra è ormai una Politica da cabaret; o da operetta, ferma ai tempi di Cin-ci-là o del Paese dei campanelli, roba anni Venti. Esempio:non appena Angelino è stato incoronato a Roma con tanto di standing ovation (una ovazione liberatoria, quasi il Pdl covasse da tempo qualcosa di nuovo) che è successo? E’ successo che il teatrino è andato in tilt e a sinistra tutti si sono messi contro tutti: Ruffini (direttore di Rai 3) si è scornato con l’Annunziata al grido “non è vero che la mia è una rete di piccole mafie e privilegi”. Di Pietro si è scagliato contro Bersani (“il centro sinistra rischia di morire d’inedia in attesa del messia del Terzo Polo”), il prezzemolo Vendola – tipino dall’eloquio “falsamente colto”, come dice il cremasco Mario Cervi – si è staccato un attimo dalle telecamere per dire al Culatello di Piacenza “ caro Bersani, con le avances alla Lega non capisco dove il Pd voglia arrivare a parare”. E lo statista piacentino gli ha risposto: cocco, svegliati, la nostra non è una proposta di alleanza a Bossi, ma “una sfida a rompere con Berlusconi”. Tacciamo, per carità di patria, i duelli tra Sant’oro e Chicco Mentana; Mitraglia garantisce: “Mai una marchetta nei miei telegiornali”. Oppure quelli tra il duo Urso-Ronchi contro Bocchino-Granata.

Ora è evidente che di fronte ad una simile compagnia di “resistenti”, gli ingordi vadano a nozze. Oltretutto il governo ci ha messo del suo: lo scorso 28 giugno ha caricato di due centesimi per finanziare l’emergenza legata all’arrivo in massa degli immigrati dall’Africa. Poi, sullo slancio, profittando di una “copertura” di strilli sulle vicende dei media (persino Sabina Guzzanti, “comunista miliardaria” ci si è messa irrompendo alla conferenza stampa del Pdl per difendere il “suo” teatro abusivo contro Daniele Capezzone) il 4 luglio il carburante è aumentato di altri 4 centesimi, per carità previsti nel decreto Omnibus per finanziare la Cultura. Le accise da sole valgono 61,3 centesimi sul prezzo finale; siamo cioè intorno al 40% sul prezzo finale. Se i calcoli sono giusti lo Stato si avvia ad incassare, tra benzina e gasolio, oltre due miliardi e mezzo di euro. Mentre noi siamo al mare o sui sentieri di montagna, il Palazzo incassa. E tenuto conto che in Asia c’è una certa tensione sul prezzo del petrolio (costantemente in rialzo) le prospettive sono inquietanti.E nel frattempo tutto aumenta:aerei, traghetti, tariffe. Siamo todos indignados.

Enrico Pirondini

 

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