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Omicidio via Ghinaglia, appello conferma condanna a sei anni e tre mesi

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La Corte d’appello di Brescia ha confermato la sentenza di primo grado emessa il 17 giugno del 2010 nei confronti di Fabio Montagna, 54 anni, l’edicolante di via Ghinaglia che il 15 febbraio del 2008 uccise il pensionato Napoleone Borroni, 70 anni, puntandogli in fronte la sua Magnum 357 e facendo fuoco. Montagna, processato con il rito abbreviato, era stato condannato a sei anni e tre mesi di reclusione. In particolare quattro anni e cinque mesi per omicidio colposo aggravato dalla colpa cosciente e un anno, otto mesi e 600 euro di multa per il porto illegale dell’arma da fuoco. Quella mattina, dopo aver portato in un luogo pubblico il revolver Smith & Wesson 357 Magnum (l’edicolante ne aveva la detenzione solo all’interno della propria abitazione), Montagna estrasse una cartuccia dal tamburo e, da breve distanza, con l’intenzione di fare uno scherzo, puntò la pistola, carica di cinque munizioni, in direzione del volto di Borroni, che da circa tre anni era solito andarlo a trovare tutte le mattine presso l’edicola. Dopodiché, pensando che non sarebbe partito alcun colpo, premette il grilletto, ma, avendo per errore posizionato il tamburo in modo tale da collocare l’unica camera di cartuccia vuota a quattro scatti di distanza dalla canna, di fatto esplose un colpo che raggiunse  in fronte Borroni, provocandone la morte, sopraggiunta dopo quattro giorni di coma in ospedale. Nel processo di primo grado la parte civile era rappresentata dall’avvocato Andrea Guizzardi per la figlia di Borroni, e dalla collega Claudia Maretti per la moglie. Per quest’ultima, Montagna era stato condannato a versare una provvisionale immediatamente esecutiva di 150 mila euro, mentre per la figlia la somma di 100 mila euro. Ad oggi nessuna delle due parti civili è ancora stata risarcita.

 

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Commenti
  • SENTENZA DURA SENZA PAURA

    La Corte d’Appello di Brescia conferma la sentenza di primo grado nei confronti dell’edicolante di via Ghinaglia che, nel 2008, credendo di giocare con una pistola bloccata, uccise un cliente: sei anni e tre mesi di reclusione. Spiega http://www.cremonaoggi.it : in particolare, quattro anni e cinque mesi per omicidio aggravato dalla colpa cosciente, un anno e otto mesi per il porto illegale dell’arma da fuoco.
    Mi piace l’idea della “colpa cosciente”, anche se fatico a capire come possano coesistere colpa e coscienza, che spero faccia giurisprudenza e venga applicata, se non a tutti, almeno ai responsabili di certi incidenti stradali.

    Cremona 21 09 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info