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La devastante miopia delle bugie in politica

da Benito Fiori

Berlusconi il 12 novembre, il giorno dopo le sue dimissioni, ha dichiarato: “Rivendico con orgoglio quanto siamo riusciti a fare in questi tre anni e mezzo segnati da una crisi internazionale senza precedenti nella storia”. Quasi che questa crisi, certamente uno tsunami finanziario a livello globale, sia capitata imprevista ed imprevedibile. Ma la cosa non è così.

Essa in realtà è iniziata approssimativamente nella seconda metà del 2006, quando, a causa della proliferazione nel mercato di nuovi strumenti di credito come i subprime, cominciò a sgonfiarsi la bolla immobiliare statunitense.

La crisi è diventata palpabile nel febbraio-marzo 2007. Ad agosto si registrava il primo brusco crollo degli indici di borsa Nasdaq e Dow Jones, con pesanti ripercussioni sui listini di tutto il mondo. Ormai tutti i più accreditati centri studi economici del mondo prevedono che la crisi per l’economia sarà globale e di inaudita gravità. Nel 2008, tra settembre-ottobre, falliscono per bancarotta giganti banche d’affari come Lehman Brothers, Goldman Sachs, Morgan Stanley.

14 aprile 2008, elezioni politiche in Italia. Silvio Berlusconi ottiene una vittoria con un consenso che mai si era avuto nella storia repubblicana (Camera + 98 seggi, Senato + 42 seggi). Nella campagna elettorale questa era stata forse la sua promessa più efficace: «…. la nostra prima promessa è che non metteremo mai le mani nelle tasche degli italiani e che abbasseremo la pressione fiscale sotto il 40% del Pil». La domanda che allora sorge spontanea è: è possibile che lo staff di Berlusconi non lo abbia informato su cosa stava per abbattersi sulla finanza globale e che promesse come le sue sarebbero risultate solo bugie? Non è che invece Berlusconi, pur sapendo che non avrebbe potuto mantenere le promesse, ha consapevolmente ingannato gli italiani? Ai venditori di tappeti ed ai magliari capita spesso. Solo che le loro bugie non fanno rischiare il fallimento di un paese.

Per il Gruppo di riflessione politica “il frantoio”
Benito Fiori

 

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