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Asili nido comunali Nuove regole, favoritigenitori che lavorano

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A due anni dall’entrata in vigore del nuovo regolamento dei servizi educativi per l’infanzia del Comune, vengono modificate le regole per quanto riguarda le modalità di accesso ad asili nido e centro per l’infanzia (ex Centro Gioco di palazzo Duemiglia) per venire incontro maggiormente ‘alle esigenze dei genitori che lavorano’, spiega l’assessore ai Servizi educativi Jane Alquati. Tra gli articoli che vengono modificati c’è anche il n. 17 che all’epoca dell’introduzione suscitò polemiche perchè avviava per la prima volta a Cremona la possibilità dell’allontanamento dei bambini dagli asili nel caso la famiglia non fosse in regola con il pagamento della retta. La modifica introdotta ammorbidisce ulteriormente questa possibilità: considerata anche la difficilissima congiuntura economica, gli uffici delle Politiche Educative avvieranno l”approfondimento della situazione’ presso le famiglie non più dopo ‘due o tre mensilità’ di mancato pagamento, ma dopo ‘tre o più mensilità’.

Cambiano poi i criteri d’accesso agli asili nido, dove ogni anno le domande superano i posti disponibili. Fino ad oggi venivano stilate due graduatorie, una per i residenti del comune, l’altra per fuori comune. Dal prossimo anno scolastico le graduatorie saranno quattro e non contempleranno più la residenza, bensì la condizione  familiare e lavorativa dei genitori. La prima graduatoria è riservata ai bambini che accedono di diritto al servizio, ad esempio quelli con disabilità o che usufruiscono della protezione sociale, o ancora con fratelli già frequentanti. Nella seconda graduatoria finiscono i bambini con genitore unico, per vedovanza o per non riconoscimento da parte dell’altro genitore; la terza graduatoria è riservata ai figli di genitori entrambi lavoratori conviventi, all’interno della quale vengono avvantaggiati i figli di genitori separati o divorziati; infine la quarta graduatoria è riservata ai nuclei famigliari con un solo genitore che lavora.

Infine le ultime modifiche al regolamento riguardano il funzionamento del Centro prima infanzia, che da un paio d’anni ha sostituito il centro gioco di palazzo Duemiglia, riservato ai bambini tra i 18 e i 36 mesi.

Nella commissione che esaminerà il nuovo testo del regolamento Servizi per l’Infanzia, giovedì prossimo, non si parlerà di rette, che sono a forte rischio rincari. Non è un mistero che in sede di bilancio preventivo sia proprio questo il capitolo che verrà probabilmente toccato per aumentare la copertura del servizio e diminuire la quota a carico della collettività, secondo una filosofia più volte enunciata dall’assessore al Bilancio e vicesindaco Roberto Nolli.

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Commenti
  • sabrina

    Era ora che si iniziasse, almeno,a mettere ordine: io lo sostengo inascoltata da anni. Auspico anche controlli su chi percepisce borse di studio, esenzioni e agevolazioni sul pagamento mense, sostegno al reddito e dote scuola dalla regione lombardia…Non è umanamente possibile vivere con i redditi dichiarati da chi li percepisce. Ergo, ci sono redditi evidentemente non dichiarati. Peccato che i costi di queste agevolazioni ricadano sempre sui lavoratori dipendenti regolarmente assunti (già tassati alla fonte al limite del dissanguamento),su chi ha comprato (magari pagando venti anni di mutuo) un appartamento regolarmente accatastato o censito nel territorio nazionale….insomma: sugli onesti. Se veramente un genitore che vive in coppia non lavora, che necessità ha del nido? Se invece si dichiara regolarmente l’occupazione, anche le rette saranno più adeguate e corrette per tutti.