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Protocollo antirumore ecco l'accordo che mette pace tra residenti e bar

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Il Comune ha approvato in giunta il testo dell’accordo tra residenti e associazioni che rappresentano i pubblici esercizi – Confesercenti, Ascom e Asvicom – per il rispetto dei limiti di rumorosità in occasione della musica estiva allìaperto e anche all’interno dei locali. I locali che aderiscono a una delle tre associazioni osserveranno le nuove regole, preventivamente concordate; chi non fosse iscritto può aderire direttamente presso l’assessorato all’Ecologia e Ambiente del Comune.

‘L’Amministrazione comunale – afferma l’assessore Francesco Bordi – riconosce l’importante ruolo sociale ed economico svolto dai pubblici esercizi che, con la loro presenza, contribuiscono efficacemente all’animazione, all’accoglienza turistica, alla sicurezza ed alla valorizzazione del territorio, soprattutto per quanto riguarda il centro storico. D’altra parte sussiste la consapevolezza che tali attività possono comportare talvolta disturbo e disagio per i cittadini residenti nelle aree circostanti, soprattutto nelle ore serali e notturne. La Giunta ha pertanto ritenuto necessario garantire il giusto equilibrio tra le diverse esigenze. Le recenti liberalizzazioni, riguardanti i pubblici esercizi, in materia di orari di chiusura e di autorizzazioni per lo svolgimento di trattenimenti pubblici, possono contribuire ad inasprire le problematiche di disturbo per il riposo dei residenti e più in generale della quiete pubblica, soprattutto nelle zone della città dove si verifica una concentrazione di pubblici esercizi, ad esempio in alcune aree del centro storico. L’accordo approvato nasce quindi dalla necessità di disciplinare lo svolgimento delle attività che provocano rumore sia all’interno dei locali dove hanno sede i pubblici esercizi, sia nei plateatici esterni dati in concessione dal Comune, soprattutto durante i mesi estivi’.

Tra gli impegni dei pubblici esercizi, per la musica all’aperto, quello di dotarsi della Valutazione di Impatto Acustico (da effettuare da parte dell’Arpa); l’impegno a vigilare sul ‘vociare delle persone, il rumore prodotto da piatti, urla e canti in modo da non arrecare alcun disturbo ed a partire dalle ore 23:00 dovranno garantire la riduzione dell’intensità delle emissioni acustiche di diffusione sonora, che non dovranno comunque essere percepite all’esterno oltre le ore 24:00. Gli esercenti – continua il protocollo – si impegnano altresì a garantire un servizio di tempestiva e costante raccolta dei vuoti sia nelle aree di competenza del pubblico esercizio, sia nelle zone limitrofe, redigendo un programma di raccolta diviso per zone. Definite le aree di competenza ogni pubblico esercizio sarà responsabile. Gli esercenti si impegnano ad assicurare che alle ore 2:00, l’area esterna, occupata con tavoli e sedie venga tempestivamente sgombrata o comunque resa non utilizzabile, avendo cura che le operazioni si svolgano in modo tale da non arrecare disturbo ai residenti; gli esercenti si impegnano tramite le proprie associazioni di categoria alla produzione di materiale informativo cartaceo, digitale, audio, video o nel formato che ritiene opportuno per sensibilizzare gli avventori ad un corretto e civile comportamento nei confronti degli spazi e delle persone che abitano la città; gli esercenti si impegnano tramite l’ausilio di personale competente ( Tutor ) ad effettuare un monitoraggio dell’intera zona, verificando l’uso degli apposti cestini e il rispetto delle regole dettate dalla civiltà’.

Gli esercenti potranno organizzare liberamente, senza limiti numerici, gli spettacoli musicali dal vivo, ma oltre alla valutazione di impatto acustico, non potranno essere utilizzati strumenti a percussione, strumenti elettrici ed elettronici, amplificazioni comprese, strumenti a fiato. Il concetto di deroga ai limiti acustici della zona esisterà ancora, ne saranno concesse venti al massimo (attività all’aperto e all’esterno incluse) per ogni attività e solo in questi casi sarà possibile l’uso di tutti gli strumenti. ‘Le deroghe si legge nel protocollo – saranno concesse a discrezione del Comune di Cremona in considerazione di eventuali sovrapposizioni di intrattenimenti che potrebbero generare un eccessivo impatto acustico per i residenti. A questo proposito dovrà essere presentata all’ufficio ecologia istanza di deroga almeno 10 giorni prima dell’evento’. Anche in questi casi, la musica dovrà cessare entro la mezzanotte.

‘Gli esercenti – si legge ancora – si impegnano a contattare gruppi musicali dotati di strumentazione utile al controllo e regolazione del volume, al fine di poter rispettare i livelli limite delle emissioni sonore autorizzati in deroga ai limiti di zona.

Il controllo da parte della Polizia Locale sarà intensificato; le  sanzioni per gli inosservanti sono severe, tra essere la revoca dell’utilizzo del plateatico.

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Commenti
  • Sandro Gugliermetto

    Più che un accordo, mi sembra la definizione enciclopedica di “coprifuoco”.

  • Zorro

    “Gli esercenti potranno organizzare liberamente, senza limiti numerici, gli spettacoli musicali dal vivo, ma oltre alla valutazione di impatto acustico, non potranno essere utilizzati strumenti a percussione, strumenti elettrici ed elettronici, amplificazioni comprese, strumenti a fiato. ”

    Di fatto cosa si può suonare? NULLA. Chiaramente una decisione volta a favorire al 100% i residenti.

  • Talos

    Praticamente musica a…cappella.
    E poi ci lamentiamo che Cremona non offre nulla e tutti i ragazzi “emigrano” in altre città per divertirsi e tutto a danno dell’economia locale!!!

  • Paolo A Rossini

    Non sono al corrente dell’esistenza di “strumentazione utile alla regolazione del volume” di strumenti musicali non amplificati. Devono averla inventata molto recentemente.

  • Mammolo

    Che bel fumo… chi sarà l’inventore di cio’?