Cronaca

Indagine tra gli studenti cremonesi alla maturità, il 56%: 'Andrò all'università'

Foto Sessa

Ecco il profilo degli interessi ragazzi cremonesi impegnati con l’esame di maturità, il loro grado di soddisfazione verso la propria scuola superiore e le loro intenzioni dopo il diploma. Indagine fra oltre 2000 studenti coinvolti nell’Esame di Stato (quasi tutti) condotta dall’Università Cattolica di Cremona.

In questi giorni in Italia 477.000 studenti degli istituti d’istruzione superiore hanno affrontato l’Esame di Stato, generalmente più conosciuto come l’esame di “maturità”. A Cremona e provincia gli studenti interessati sono stati più di 2.400. Per i giovani e le famiglie coinvolte è un evento molto importante in quanto rappresenta lo spartiacque tra mondi diversi: tra il mondo dell’adolescenza e il mondo delle responsabilità, tra il mondo della scuola e il mondo dell’università, tra il mondo dello studio e il mondo del lavoro, tra il mondo della dipendenza familiare e il mondo dell’autonomia e delle scelte personali. Il passaggio da un mondo all’altro stimola diversi interrogativi.

Quali sono le aspettative e i programmi post-diploma di questi giovani? Quanti pensano di iscriversi all’università e quanti di inserirsi da subito nel mercato del lavoro? Qual è il loro fabbisogno di orientamento? Qual è il loro livello d’informazione sui percorsi universitari e sulle attività lavorative? Quali sono i canali d’informazione maggiormente utilizzati per selezionare i percorsi universitari? In quale misura esistono delle differenze di aspettative tra gli studenti che frequentano le diverse tipologie di scuole? A queste domande ha cercato di dare alcune risposte un’indagine dell’Università Cattolica di Cremona, realizzata in collaborazione con 18 Istituti d’Istruzione Superiore della Provincia di Cremona.

INDAGINE FRA OLTRE 2000 STUDENTI (QUASI TUTTI QUELLI COINVOLTI NELLA MATURITA’)

L’indagine è stata progettata ed implementata attraverso un bel “gioco di squadra” nel quale sono stati coinvolti più soggetti: i referenti dei corsi di laurea in Economia aziendale e di Scienze e tecnologie alimentari della sede di Cremona dell’Università Cattolica, il Servizio Orientamento della Cattolica, i dirigenti e gli insegnanti  delegati all’Orientamento di 18 Scuole Superiori, e ben 2.080 studenti delle classi quinte. Si è trattato di un’iniziativa che ha richiesto un grande impegno organizzativo, ma che ha potuto contare sulla grande e convinta collaborazione di tutte le scuole. In cambio di questa fondamentale collaborazione l’Università Cattolica ha fornito ad ogni istituto scolastico coinvolto un rapporto di indagine “personalizzato” dando la possibilità alle singole scuole di analizzare e comparare le valutazioni espresse dai propri studenti con quelle espresse mediamente dagli studenti degli altri Istituti.

Nell’indagine sono stati coinvolti e intervistati ben 2.080 studenti delle classi quinte di 8 licei, 7 istituti tecnici, 3 istituti professionali. Nel complesso ne è scaturito un quadro informativo molto articolato da cui poter ricavare utili indicazioni per le politiche e le iniziative a favore dell’orientamento giovanile. Se è vero che le aspettative e le valutazioni dei diplomandi sono risultate correlate al diverso  profilo familiare e scolastico dei giovani, dall’indagine si è avuta la conferma di come la condizione giovanile sia in realtà caratterizzata da interessi e percezioni molto omogenee e trasversali (tabella 1). Si tratta degli interessi per Internet, per la musica, per lo sport e per il cinema. L’interesse per lo studio risulta più ridotto (tabella 2). Posto che poco più di un quarto degli studenti ha dichiarato di studiare “in modo discontinuo”, i dati rilevati tendono ad evidenziare situazioni molto diverse con una significativa polarizzazione tra studenti (circa 44,5%) che non dedicano allo studio più di 2 ore al giorno e studenti (circa il 29,89%) che si impegnano per un tempo superiore. In generale nei giovani maturandi sembra prevalere un atteggiamento speculativo basato sulla scelta di studiare principalmente in occasione delle interrogazioni. Solo il 16% degli studenti mantiene un impegno costante studiando regolarmente tutte le materie.

IL 56,41% DEI RAGAZZI VUOLE ANDARE ALL’UNIVERSITA

Al di là di quello che è stato l’impegno nello studio, la maggior parte degli studenti  esprime, comunque, un giudizio significativamente positivo nei confronti della propria scuola tanto che circa il 71,4%  ha manifestato un grado di soddisfazione complessivo medio-alto, comune a tutte le tipologie di Istituti scolastici (tabella 3). Si tratta di un livello di “customer satisfaction” che, oltre ad essere superiore ai valori medi nazionali, deve essere considerato come un importante elemento di gratificazione e di riconoscimento nei confronti di tutti i dirigenti e gli insegnanti impegnati con serietà e professionalità nella scuola cremonese. Per molti giovani e per le loro famiglie, tuttavia, la conclusione del ciclo scolastico rappresenta anche una situazione ricca di incertezza e di interrogativi sulle scelte future (tabella 4). Rispetto al dilemma “andare all’Università o ricercare un lavoro” l’indagine della Cattolica ha evidenziato come circa il 56,41% dei diplomandi sia interessato ad accedere agli studi universitari, mentre il 23,66% sia più propenso ad entrare rapidamente nel mercato del lavoro. La parte restante (16,21%) non avrebbe ancora maturato un’idea definitiva. Più in particolare sono emersi tre orientamenti: chi è già sicuro di non proseguire gli studi all’università (14,38%); chi non ha ancora deciso quali scelte fare, pur se questo tipo di orientamento è suddiviso tra quanti ritengono “probabile” non andare all’Università (9,43%) e quanti, invece, “non escludono” la possibilità di andarci (20,26%); infine, chi ha già deciso di andare all’Università (56,41%) dove, però, prevale la quota di giovani (28,38%) che non ha ancora assunto decisioni definitive sul corso di laurea da frequentare.

FORTE DOMANDA DI ORIENTAMENTO E INFORMAZIONI PER LA SCELTA

Questi differenti profili di orientamento hanno un peso diverso per le diverse tipologie di istituti scolastici. In generale, dunque, dietro alle aspettative e previsioni dei giovani emerge uno stato “confusionale” e di profonda indecisione che implica una forte domanda di orientamento e di informazioni sulle diverse alternative di scelta. Con riguardo alle scelte universitarie i diplomandi tendono a richiedere da un lato più informazioni sui contenuti, sui livelli di difficoltà e sulle prospettive occupazionali dei singoli corsi di laurea e dall’altro più possibilità d’incontro con esperti e docenti universitari in vista di comprendere più a fondo i cambiamenti del mondo (tabella 5). I canali d’informazione privilegiati sono i siti Internet universitari, gli amici/conoscenti, le visite e gli Open Day organizzati nelle sedi universitarie, nonché gli incontri con i docenti universitari.


 

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