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'Risparmi su dirigenti e personale No alla stangata sulle famiglie' Depositate 980 firme contro il 'caro-scuola'

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foto Sessa

Discussione in consiglio comunale sul bilancio di previsione 2013. In primo piano le spese per dirigenti e personale del Comune, il Museo del Violino e il ‘caro scuola’, ovvero l’introduzione e l’aumento delle rette negli asili e nidi comunali. Assenti alla seduta, Abbate, Bonali, Manfredini e Soregaroli del Pd, Ferrari del misto, Panvini del Pdl. Nel pomeriggio il voto e il presidio delle famiglie in cortile Federico II dal titolo “Difendiamo i servizi per l’infanzia”. Nel frattempo, depositate all’ufficio protocollo del Comune di Cremona 980 firme a sostegno della richiesta indirizzata al sindaco e agli assessori competenti di sospendere la manovra.

“La Lega è contraria all’impostazione del bilancio”, ha esordito nella discussione il consigliere del Carroccio Maffini. “Attacchi ingiusti al sindaco”, il pensiero del Gruppo Cremona con Perri. “Tutti devono partecipare alla spesa pubblica – ha detto il consigliere del gruppo misto Gandolfi – Il Comune deve con la Finanza operare severi controlli, anche tra le partite Iva. La concessione di servizi a domanda individuale deve essere fatta con i giusti controlli. Il bilancio deve rispondere a principi di equità e solidarietà. Alla Giunta chiedo, possiamo affermare che è stato fatto tutto per eliminare sprechi e spese inutili? Sul caro scuola, sono preoccupato che asili e nidi comunali  siano visti solo come un’opportunità per chi se li può permettere. La Giunta deve tenere conto di questo: la manovra deve essere fatta nel senso del ‘chi più ha, più deve dare’ con un occhio ai furetti”.

“Aumenti di tariffe e tagli indiscriminati, non avete avuto una grande fantasia nel gestire i numeri e nel far vedere qualche risultato”, il commento di Elena Guereschi del Pd. “Siamo d’accordo sulla necessità di razionalizzazione – ha continuato Guereschi – ma allora perché continuate a mantenere le due figure di segretario e direttore generale. Questa è una spesa che si poteva tagliare. Le famiglie sono in difficoltà: non possiamo aumentare le tariffe e poi tamponare le situazioni di emergenza. Non avete un progetto politico”.

“Questo il bilancio più difficile – ha detto Ceresa (misto) – Mi sembra che ci sia stato poco coraggio su alcune scelte di buon senso. Mi concentro sui comitati i quartieri, dove i tempi di risposta sono ancora lunghi. Questo in un contesto che non è così pessimista come qualcuno dipinge”.

“Questo è il momento del coraggio, del rilanciare – l’intervento di Marusich (Pdl) – La maggior parte dei contenuti del bilancio è determinata da norme, non da scelte. Il ‘caro scuola’ è stato necessario. Non potevamo fare diversamente – ha proseguito Marusich, citando il sondaggio di Cremonaoggi (47% a favore della Manovra) – Per quanto riguarda l’emendamento di Pd e Quinzani, andremmo a togliere  fondi al Ponchielli, accontentando qualcuno e scontentando altri. Con questo bilancio abbiamo messo in sicurezza il patrimonio della città. Il dopo è recuperare lo slancio”.

Focus sulla cultura da parte di Berneri del Pd. “I piccoli eventi sono da lodare, ma i grandi eventi hanno visto la Giunta al traino del privati. Sul Museo del Violino, poi, Giunta è stata in posizione subalterna. Abbiamo approvato uno statuto umiliante e un piano sui costi ancora non c’è”.

Zaffanella del misto ha tirato in ballo via Dante (“solo minimi interventi di sistemazione”), passaggi a livello (“spero che non vada a rilento, la città li aspetta”), personale (“non devono essere gli uffici a decidere al posto della politica”), pgt (“non introduce elementi di ripresa e di crescita”), rette scuole (” si è mosso un polverone ad un anno dalle elezioni. Questa operazione era da fare subito se era una questione di principio. Per costi e benefici è controproducente”), Museo del Violino (“si era detto staff internazionale, ma ad oggi non si vede nulla”) e ha giudicato il bilancio “appena sopra la linea di galleggiamento”.

“Sul Museo del Violino – ha continuato Gagliardi del Pd – ritengo che fino a che Arvedi pagherà andrà tutto bene. Poi, saranno lacrime e sangue. La questione è stata gestita malissimo. Le somme su cui può intervenire la Giunta sono quelle relative al personale. Per esempio, i soldi pagati per lo studio di riorganizzazione sono stati buttati, perché il riordino non è stato affidato a segretario e direttore, tra l’altro in esubero per legge?”.

“Nolli aveva detto che le famiglie non avrebbero subito un’altra stangata – ha dichiarato Schifano dell’Idv – Non si governa una città chiedendo soldi e soldi ai cittadini per rimpinguare le casse comunali. Si doveva operare sulla macchina amministrativa”.

“Ero in Sardegna e sono tornata apposta, lo dico per il mio senso di responsabilità e perché credo che si possa fare ancora qualcosa per il caro-scuole – ha spiegato Caterina Ruggeri del Pd – Porto qui l’appello dei sindacati di interrompere gli aumenti, visto l’annunciato arrivo di risorse dalla Regione”.

“Non ci siamo mai sottratti al confronto – ha detto Zani del Pdl – Abbiamo lavorato per rivitalizzare la città”. “Da quando c’è l’amministrazione Perri – gli ha fatto eco Everet del Pdl – abbiamo tagliato su tutto, dalle consulenze alle spese di rappresentanza. Per il caro scuola, istituiamo un fondo volontario tra i consiglieri comunali, sempre che il tema non sia squisitamente politico da campagna elettorale”.

“In quattro anni – ha sostenuto Burgazzi del Pd – le spese non sono variate. L’unica cosa che ha fatto l’amministrazione è caricare i mancati introiti dallo Stato sulle spalle dei cittadini. Sul caro scuola, la Giunta chiarisca se è una scelta politica o una decisione determinata dalla scarsità di risorse. Sicuramente la prima, dato che l’assessore Nolli ha detto che è questione di principio. L’idea della Giunta è che gli asili siano dei parcheggi, chi se li può permettere li paga. Noi non siamo d’accordo. Sgradevoli, poi, le affermazioni di alcuni assessori su chi protesta”.

‘Tassati e mazziati’, il libro che il consigliere Poli del Pd ha detto di voler regalare all’assessore Nolli. “L’assessore al Bilancio non ha avuto bisogno di leggere il libro – ha dichiarato il consigliere democratico – Ha fatto la scelta più semplice: aumentare le tasse al massimo. E’ una prova di debolezza dell’amministrazione Perri”.

“Chiedere sacrifici alle famiglie è duro, ma è impensabile erogare servizi facendoli pagare a tutti – ha sostenuto Anni del Pdl – L’approccio assistenzialista non è più possibile. Bene la proposta della Giunta di aiuti ai genitori in difficoltà con il pagamento delle rette”. “Tutte chiacchiere quelle sul salasso -ha proseguito Borsella del Pdl – Quale è stato il corretto controllo di gestione della Giunta precedente? Lo sapevamo tutti che i servizi devono essere coperti”. Grignani, capogruppo Pdl ha ritenuto: ‘I consiglieri della minoranza vagheggiano mondi da sogno. Sono scollegati dal reale. Se voi foste stati al governo, avreste comunque aumentare le tariffe. Non esiste la gratuità. Confondete ciò che è gratuito con ciò che altri pagano. Avete sempre considerato il Comune come ammortizzatore sociale, ora non è più possibile”.

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Commenti
  • roberto

    riducete il numero e tagliate realmente gli stipendi dei vari dirigenti comunali, unificate la figura di direttore e segretario generale; poi passate alle ex muinicipalizzate: riduzione del numero di incarichi, trasparenza sugli stipendi percepiti dai vari manager paracadutati dalla politica, riduzione degli stipendi percepiti. Una volta attuate queste misure si può iniziare a ragionare su tasse e riduzione dei servizi ai cittadini

    • bungatore

      il “soccorso rosso” sarebbe in difficoltà………ma intanto si gode la poltrona..ripescata…!

  • bungatore

    ma nessuno parla del cimitero degli elefanti……??

    SE VUOLE ESSERE ALTERNATIVO cosa aspetta Il Pd a lanciare le premesse per la campagna elettorale per le comunali e cioè:

    -Rivisitazione di tutte le PARTECIPATE e dei suoi assetti amministrativi: in altre parole graduale ma veloce rientro di tutti i poteri di decisione nelle mani del Sindaco e del consiglio comunale con le sue commissioni.

    A dirigere le partecipate bastano bravi dirigenti che eseguono ordini ricevuti da potere politico: cioè eletto dal popolo, e non co-optato ed autodeterminato nei suoi poteri di controllo, come già avvenuto.
    Ormai la proliferazione di scatole cinesi hanno assunto una espansione incontrollata: e capita anche che producono perdite (per colpa di chi..??……chi paga……….??).

    E non è più possibile che una azienda, con utili sicuri , faccia investimenti senza un controllo pubblico, e lasci famiglie al gelo per insolvenza.