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Sospensione rette, ok subordinato "all'effettivo reperimento delle risorse"

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E’ stata pubblicata all’albo del Comune la delibera di giunta del 18 luglio scorso con cui viene revocata la tariffa mensile di frequenza nelle scuole d’infanzia comunali. Una bella notizia per i genitori, ma meno buona per chi deve far quadrare entrate ed uscite, visto che in qualche modo i 100mila euro di minori entrate andranno compensati. Come era trapelato fin dall’indomani della seduta di Giunta, adesso si può leggere nero su bianco il parere negativo, in ordine alla regolarità contabile, espresso dal direttore del servizio Economico Finanziario. Che recita testualmente: “L’espressione di parere favorevole relativamente alla salvaguardia degli equilibri di bilancio è subordinata all’effettivo reperimento entro il 30 settembre p.v delle risorse necessarie alla copertura della minore entrata corrente prevista al Capitolo di Peg 7130 ‘rette e proventi diversi per le scuole per l’infanzia’ pari a euro 100.000,0 a valere sull’esercizio 2013, tenuto conto anche delle possibili maggiori entrate derivanti dai trasferimenti dell’Azienda Sociale Cremonese”.

La delibera esplicita la provenienza delle risorse (per ora solo annunciate) che verranno trasferite al Comune dall’Azienda Sociale per integrare i 100mila euro. Precisamente, cita l’assegnazione di 1 milione 245.623 euro “finalizzato al finanziamento  delle unità di offerta sociale e dei servizi / interventi già funzionanti, nonchè per contribuire alla riduzione delle rette ” da parte di Regione Lombardia all’Azienda Sociale Cremonese. La quale, si legge ancora, “comunica che i Sindaci sono orientati a deliberare l’assegnazione al Comune di Cremona di circa 50/60.000 euro a sostegno delle politiche e servizi per l’infanzia”. Toni ancora molto approssimativi anche per quanto riguarda l’utilizzo di un ulteriore finanziamento al Comune di Cremona, per “circa 35.000 euro a favore di vouchers destinati ai frequentanti i servizi per la prima infanzia, privilegiando le situazioni di numerosità e disagio famigliare e con attenzione alla situazione reddituale”. Dunque, pare di capire, saranno soldi destinati al sostegno delle fragilità economiche, non per tutti i frequenti le scuole per l’infanzia.

Sono queste le le basi che”consentono di prendere in considerazione la sospensione per questo anno scolastico dell’applicazione della tariffa di contribuzione inizialmente prevista”.

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