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Manifatturiero, tornano segni positivi "Ma restano criticità da risolvere" La situazione delle imprese nel secondo trimestre

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Nei primi tre mesi dell’anno, dati deludenti. Nel secondo trimestre, ritorna il segno positivo in molti degli indicatori relativi al comparto manifatturiero sia in provincia che in regione. In sintesi, sono questi i risultati della consueta indagine congiunturale condotta trimestralmente da Unioncamere Lombardia in collaborazione con l’Associazione Industriali, Confartigianato e Cna, e che coinvolge ogni trimestre due campioni distinti di aziende manifatturiere, industriali e artigiane, interessando complessivamente circa 140 imprese cremonesi appartenenti a tutte le principali attività del comparto presenti in provincia. Ma restano criticità da risolvere.

“I segnali positivi dell’analisi trimestrale e la valutazione delle aspettative degli imprenditori vanno considerati con estrema cautela – sostiene il Presidente della Camera di Commercio di Cremona, Gian Domenico Auricchio -. Permangono infatti criticità importanti che devono essere risolte e che sono sintomatiche di un ambiente poco favorevole al fare impresa. Mi riferisco in particolare alla contrazione del credito per le imprese, che ormai rappresenta un problema di dimensione europea, ed al peso degli adempimenti burocratici che, secondo una recente ricerca, sottraggono all’economia produttiva del territorio oltre 142 milioni di euro, pari all’1,63% del valore aggiunto prodotto dall’industria e servizi. Per questo come Camera continueremo ad attuare interventi volti a favorire l’accesso al credito per le nostre imprese, in accordo con gli organismi di garanzia fidi, e la semplificazione”.

Osservando i dati del secondo trimestre 2013 – si legge i una nota diramata dalla Camera di commercio – si nota il dato destagionalizzato della produzione industriale cremonese crescere dello 0,8% rispetto al trimestre precedente. Con la produzione, tornano in territorio positivo anche gli ordini interni (+2,1%) ed il fatturato (+1,3%). Raddoppia il tasso trimestrale di crescita della domanda estera che si colloca al +6,4% e si conferma la stabilità del dato occupazionale.

Anche il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni presenta qualche segnale positivo, con il 25% delle imprese manifatturiere cremonesi che ne ha fatto ricorso contro il precedente 27%. Le ore di Cig nel trimestre sono stimate all’1,2% del monte ore complessivo, risultando questo il dato minimo tra le province lombarde che presenta una media che si attesta oltre il 3%.

Il miglioramento congiunturale è condiviso dall’intera Lombardia che presenta un incremento della produzione industriale (+1,2%) migliore di quello provinciale, ma che registra ancora un calo della domanda interna (-0,3%) e un incremento delle esportazioni che non va oltre il +0,4%, contro il 6,4% della provincia di Cremona.

L’andamento su base annua della produzione industriale passa dal -3,2%  al +0,6%, la domanda interna dal -3,1% al +3,4%. Crescono ancora del 3,6% gli ordini provenienti dall’estero (+5,3% nel trimestre precedente) e si conferma tutto sommato invariato il livello occupazionale (+0,2% contro il +0,6% del primo trimestre). Il fatturato e prezzi correnti, pur rimanendo al di sotto del -1,1% del livello di giugno 2012, è in recupero rispetto al precedente -5%.

I dati tendenziali lombardi – prosegue la nota della Camera di commercio -sono anch’essi in miglioramento, ma presentano le importanti eccezioni già notate a livello congiunturale. Continuano cioè a scendere, su base annua, sia ordini interni (-2,1% contro -3,7% del trimestre precedente) che numero di addetti (-1,6% rispetto al -1,2% ). La produzione, corretta per il numero di giorni lavorativi, torna a mostrare un minimo segno positivo (+0,1% contro il -3,4% del primo trimestre) dopo oltre un anno e mezzo di calo ininterrotto e riprende la domanda estera con un +1,1% che recupera abbondantemente il -0,3% del passato trimestre.

Anche il  confronto con le altre province lombarde evidenzia segnali positivi, con otto province su dodici che registrano variazioni positive della produzione industriale mentre il trimestre precedente aveva fatto registrare solo variazioni negative. La nostra provincia si colloca sopra la media regionale  mentre le province di Lodi e Sondrio si trovano agli estremi opposti, rappresentando rispettivamente la migliore e la peggiore.

A livello settoriale, il miglioramento produttivo si manifesta con il ritorno alla crescita tendenziale della produzione in ben cinque comparti: tra i quali l’alimentare, la meccanica, la chimica, i mezzi di trasporto e la gomma-plastica. Continua invece a presentare segno negativo il settore, legato all’edilizia, dei minerali non metalliferi.

Le imprese di maggiore dimensione sono quelle che presentano la performance migliori per quanto riguarda la produzione (+2%) mentre quelle più piccole presentano ancora segnali negativi.

Dati in miglioramento provengono anche dalla distribuzione delle imprese in base alla variazione tendenziale della produzione conseguita negli ultimi dodici mesi. Nel giro di un anno la percentuale sul totale delle aziende in espansione produttiva è aumentata dal 28% all’attuale 46% e, contestualmente,  quella delle imprese che hanno ridotto la produzione si è invece ridotta dal 64% all’attuale  41%.

Le aspettative dagli imprenditori rimangono negative per quanto riguarda la produzione, anche per l’approssimarsi del periodo estivo, ma sono in miglioramento per tutti gli altri indicatori, in particolare per gli ordini, dove la ripresa osservata nella domanda nazionale spinge il dato complessivo atteso a raggiungere la quasi equivalenza tra ottimisti e pessimisti.

Anche l’artigianato manifatturiero presenta alcuni segnali positivi: il  fatturato e gli ordini totali in soli tre mesi passano rispettivamente dal -1,5% al +6% e dal -0,2% al +4,4%. Anche il dato congiunturale della produzione presenta un segnale positivo.

A parziale conferma della situazione congiunturale la demografia imprenditoriale cremonese, pur con tassi peggiori rispetto alla media lombarda, mostra più iscrizioni che cancellazioni ed un minimo saldo positivo dello 0,1%.

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